domenica 31 maggio 2009

Incontro su: "Altiero Spinelli, Ernesto Rossi. Il manifesto di Ventotene: Per un'Europa libera e unita"

Napoli, 30 maggio 2009
nell'ambito della prima serie di letture dei classici del pensiero politico e filosofico "ACHTUNG, EUROPA!

sabato 30 maggio 2009

Festa Nazionale ANPI: intervento di don Gallo

Domenica 22 giugno 2008 a Gattatico nel Museo Cervi.
A ottanta anni don Gallo è capace di guardare ai problemi dal punto di vista dei giovani e con visione ampia, di trattare argomenti che molti preferiscono ignorare e di suscitare emozioni.

fonte: Sergio Gibellini - lunghezza: 31,08 min.

Gsott8 - Conferenza Stampa

Porto Flavia- Nebida Iglesias (CA) Conferenza stampa per la presentazione del progetto Gsott8 che si svolgerà dal 2 al 6 luglio 2009, nella settimana che precede il G8 in Abruzzo.presenti le istituzioni del comune di Iglesias, Carbonia, Provincia dell'Iglesiente, e le realtà locali che saranno partner dell'evento.



data: 26/05/2009 - fonte: Arcoiris Tv - lunghezza: 48,47 min

Orizzonte Democratico

Carlo Borghi

venerdì 29 maggio 2009

Partito Democratico. Sardegna Democratica. Cagliari Democratica. Ex Manifattura Democratica. Necropoli Democratica di Tuvixeddu con contorno Democratico di Tuvumannu. Poetto Democratico. Il meglio è passato. Spiaggia dei 100.000 bagnanti Democratici. Piazza dei 100.000 fedeli, altrettanto Democratici. Via Emilia Democratica, con o senza insegne Democratiche. Sant’Elia Democratica, fuori e dentro lo stadio. Piero Democratico Marras. Elena Democratica Ledda. Marcello Democratico Fois. Flavio Democratico Soriga. Isola delle storie Democratiche. Il meglio è passato. Nostra signora Democratica di Bonaria. Cristiani Democratici. Fiera campionaria di Democrazia democratica. G8 Democratico in Sardegna Democratica. Terremoto Democratico. Tendopoli Democratiche. FestArch Democratica in Regione Democratica. P.D.C.D: Piazza del Carmine Democratica. Santi Efisio Lucifero e Saturno Democratici. Demagogia Democratica per Populismo Democratico. Bel Paese Democratico manomesso da migliaia di cave Democratiche. IL MEGLIO E’ PASSATO?! Punto Democratico esclamativo. Punto interrogativo Democratico. P.D.: : “Non vedo, non sento e non parlo con i Radicali Italiani”. Corporativismo Democratico con sintomi di paura del proprio corpo personale, del corpo elettorale e del corpo sociale. Partitocrazia Democratica da sessant’anni. Il meglio è passato ma il futuro (Democratico) non è più quello di una volta., dicono Paloma e Palmira, palme tanto Democratiche quanto Radicali.
Carlo Arteologus Borghi.
Nota Primi 100 giorni di opposizione democratica impiegati nella elaborazione del lutto regionale. Stop. Secondi 100 giorni di elaborazione del Tutto, quel tutt’uno che scorre e ricorre fin dai tempi Presocratici e Presorucratici. Panta (e palma) Rei. Cheak-up. Esami di routine. Dirindinemia esclusa. Centro Destra bulimico. Centro Sinistra Anoressico. Tracce di afasia lessicale e dislessia digitale. Consiglio di lettura: Cappuccetto Bianco di Bruno Munari, per rinfrescare gli spazi di immaginazione.

Caro Renato....

Commento postato sul sito di Sardegna Democratica con il Nr. 143., [sabato 30 maggio 2009 - ore 00:35] e, condividendolo, ve lo proponiamo.

francesco porcu

Caro Renato....avrei tanto voluto poterti chiamare ancora "caro Presidente" perchè, lo sai, sei stato il nostro vero Presidente....
E' un momento particolare, strano, dove ancora siamo in tanti, troppi, un pò spaesati, un pò orfani.
Dopo una stagione esaltante dove la Politica era quella che le persone semplice potevano condividere,capire senza doverla tradurre perchè era leggibile, semplice, senza compromessi.
Oggi un pò in salita, dobbiamo fare i conti con la realtà: un Paese in difficoltà, una politica di basso livello, poche idee ma molto confuse.
Dobbiamo ritrovare le strada e il cammino che era stato tracciato e che i Partiti non hanno voluto.
Non scrivevo da molto in questo spazio: anch'io ho dovuto "serenare".
Ho riflettuto molto sul perchè oggi in Italia c'è Silvio e in Sardegna c'è Ugo: danno la strada più semplice, meno impegnativa, quella che non richiede impegno ma solo sottomissione.
Quella che, da sempre, la politica vuole dalle persone: la nostra era una proposta più impegnativa:molto più faticosa.
Ma, in realtà era ed è la sola che in famiglia pratichiamo per il bene dei nostri figli, ed alla lunga la sola che li possa garantire il bene più prezioso:quello di essere liberi.
Riprendi, quando vorrai, da dove hai lasciato:non vedo altre strade per dare alla Sardegna un futuro degno di questo nome.
a presto
francesco

venerdì 29 maggio 2009

10 anni... Fabrizio De Andrè: l'incontro, a sostegno dell'associazione umanitaria Emergency

Nasce dal desiderio di alcuni importanti musicisti della scena pordenonese lo spettacolo 10 anni... Fabrizio De Andrè: l'incontro, a sostegno dell'associazione umanitaria Emergency
Un progetto affascinante e complesso, lontano dai tradizionali "tributi", unico nel suo genere perchè vede riuniti sul palco in una "super-band", che proporrà i più importanti brani del repertorio di De Andrè, artisti provenienti da complessi musicali differenti. Ne deriva una mescolanza di stili che spaziano dal rock al jazz, passando per folk, swing, pop d'autore, fino ad arrivare ai territori della musica etnica. Tra gli artisti coinvolti, con la direzione artistica dei Madaleine Ackustica, esponenti di gruppi molto noti nella scena musicale del territorio.

data: 25/05/2009 - fonte: Arcoiris TV - lunghezza: 151,35 min.

Un ricorso contro la privatizzazione delle spiagge della Sardegna.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico hanno inoltrato, in data odierna, un ricorso al Presidente della Regione autonoma della Sardegna, alla Commissione europea ed al Ministro dell'ambiente finalizzato ad ottenere la revoca o l'annullamento della deliberazione n. 24/24 del 19 maggio 2009 con la quale la Giunta regionale ha emanato le nuove norme di indirizzo per il rilascio delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative o il rinnovo delle esistenti in favore delle strutture ricettive ed ha avviato la peggiore privatizzazione delle spiagge della Sardegna. Potenzialmente più di 40 mila ettari di spiagge sarde potranno finire in concessione a strutture ricettive.
Infatti, la citata deliberazione Giunta regionale n. 24/24 del 19 maggio 2009 ha evidente contenuto programmatico ed ha effetti diretti ed indiretti sugli ambienti costieri isolani, ma non c'è stato alcun preventivo e vincolante procedimento di valutazione ambientale strategica - V.A.S., necessario in tutti i casi simili, né una valutazione di incidenza, visto che interessa potenzialmente numerosi siti di importanza comunitaria - S.I.C. Conseguentemente, alla Commissione Europea è stato richiesto di valutare il provvedimento regionale ai fini della verifica del rispetto della normativa comunitaria in materia di valutazione ambientale strategica (direttiva n. 2001/42/CE) e di salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora (direttiva n. 92/43/CEE ed allegati), ai sensi dell'art. 226 del Trattato CE.

Stefano Deliperi [29/05/2009]

La Giunta regionale autorizza la privatizzazione delle spiagge sarde.

Con la deliberazione n. 24/24 del 19 maggio 2009 la Giunta regionale ha emanato le nuove norme di indirizzo per il rilascio delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative o il rinnovo delle esistenti in favore delle strutture ricettive ed ha avviato la peggiore privatizzazione delle spiagge della Sardegna. Basta che le spiagge siano lunghe almeno 250 metri lineari (vanno considerati anche gli scogli?) e che non si superi il 50 % della lunghezza della spiaggia medesima. Se si tratta di alberghi o villaggi turistici situati fra gli 800 e i 1500 metri dalla battigia marina, avranno 5 metri quadrati di ombra per ciascuna camera. Se sono entro la fascia degli 800 metri dalla battigia marina, avranno ben 7 metri quadrati per ogni camera, se di categoria fino a tre stelle, o, addirittura, 9 metri quadrati d'ombra, se di categoria superiore alle tre stelle. Il tutto fino ad un tratto di 50 metri lineari lungo la battigia, ed il resto in profondità. Ad esso si aggiunge lo spazio per torrette di avvistamento ed altri servizi ed un bonus in più per servizi ludici se si tratta di strutture ricettive con più di 1500 posti letto. La concessione demaniale avrà una durata di sei anni (legge n. 494/1993), anche in assenza del necessario piano di utilizzo dei litorali - P.U.L., mentre attualmente ha una durata di sei mesi, provvisoria, proprio in attesa che i Comuni si dotino del P.U.L.

Insomma, le strutture di lusso e più vicine alla costa saranno favorite, meglio ancora se hanno speculato. Basti pensare a che cosa può accadere in presenza di grandi gruppi immobiliari gestori di complessi turistici: a puro titolo di esempio, il Chia Laguna Resort, recentemente ai fasti della cronaca per le note vicende giudiziarie del suo campo da golf abusivo, è formato dall'Hotel laguna, dall'Hotel Parco Torre Chia, dal Chia Village, dall'Hotel Baia Chia. Ha ben 582 camere di categoria superiore a tre stelle e 80 di categoria tre stelle. Si ritroverà, quindi, beneficiario di 5.798 metri quadrati di concessione demaniale ai quali si sommeranno gli spazi per servizi ludici, torrette d'avvistamento, ecc. In buona sostanza, circa 6 mila metri quadri di concessione, più di mezzo ettaro di spiaggia. E gli altri esercizi ricettivi della zona? Li vogliamo lasciare a secco? Ma quando mai. E chi andrà davvero a verificarne la legittimità? Saranno più di 40 mila ettari di spiagge sarde date in concessione ai vari esercizi ricettivi. E così, i comuni mortali, in primis quei sardi che dovrebbero beneficiare di quel pubblico uso del demanio marittimo e delle spiagge in particolare, rimarranno confinati negli spazi residui, nelle riserve per gli indigeni sulle spiagge.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico chiedono alla Giunta regionale sarda un riesame immediato della disciplina e la revoca della deliberazione n. 24/24 del 19 maggio 2009 per i suoi palesi ed evidenti effetti vessatori nei confronti della Collettività regionale. Farebbe bene, invece, a correggere, migliorare, rendere vincolanti e verificati quegli indirizzi per la gestione delle spiagge (pulizia, mantenimento, ecc.) che finora sono rimasti quasi lettera morta, a giudicare dai mille casi di cafonaggine che vengono continuamente segnalati lungo i litorali isolani.


Stefano Deliperi [24/05/2009];

Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico

mercoledì 27 maggio 2009

Le voci della dignità

di ADRIANO SOFRI

NEL colonnino delle ultime notizie, sulla homepage di questo giornale scorrevano ieri queste righe, l'una dopo l'altra: "18.57. Thyssen: operai morti in rogo agirono correttamente. 18.59. Incidente Saras: avevano 26, 27 e 52 anni". "Hanno tentato di salvarsi a vicenda". Nei telegiornali da Sarroch si è sentita poi anche una voce che diceva: "Non dovevano essere lì in quella condizione: è stata una loro iniziativa". Un tribunale, fra qualche anno, stabilirà invece che i tre morti di Sarroch hanno agito correttamente: e forse la notiziola scorrerà a due minuti di distanza da quella di una nuova strage sul lavoro. "Correttamente": basterà questo avverbio misurato per dire di tre uomini che sacrificano la vita per sbarcare i 900 euro di lunario e per soccorrersi a vicenda, o bisognerà dire "eroicamente"? Bisognerà dire che abnegazione ed eroica solidarietà sono l'altra faccia di un lavoro stentato e risicato come quello degli appalti, eppure tenuto stretto da chi deve conservarlo come un privilegio in una crisi devastante?

Il privilegio di morire soffocati dal gas, in una stiva di nave, in una cisterna di vino, in un serbatoio non bonificato. C'è una fabbrica gigantesca, gli impianti sono fermi per la manutenzione, sicché le misure di sicurezza devono essere le più attente e rigorose: e tre operai, cui forse non si è assicurata la formazione necessaria, e addirittura in assenza del "permesso di lavoro", senza il quale nessuno dovrebbe anche solo affacciarsi sull'orlo di quei veleni, ci perdono la vita, e un quarto riesce a scampare per raccontarlo. Il responsabile sindacale della sicurezza, William Schirru, dice frasi secche. Dice: "Non si può fare sicurezza col lavoro precario in un posto in cui un errore ti costa la vita, e può provocare un disastro". Dice: "Non si può morire così alla Saras, nel 2009: e invece sono morti così". E' una storia semplice. Sempre la stessa storia.

Si sa che cosa siano le ditte esterne nei grandi impianti - e quello di Sarroch è il più grande d'Europa nel suo genere: costi tagliati di un terzo, turni sfibranti "per stare nei tempi" previsti da gare al ribasso, e "sicurezza ciao". Lo dice un sindacalista nei sette minuti di filmato di Massimiliano Mazzotta messo in rete ieri a ridosso della tragedia, si intitola "Oil", la didascalia spiega che la Saras ne ha chiesto il sequestro. Ci sono, nel filmato, testimonianze che colpiscono per la loro asciutta efficacia: operai, un pastore, un pescatore. Così come colpivano, nei telegiornali di ieri sera, le facce e le frasi dei compagni di lavoro dei morti, per la commozione la dignità e la proprietà di pensieri e parole: come ogni volta che la sciagura strappa il sipario che tiene distante dalla vita finta la vita vera. Quella che si prende a nolo, per due mesi, o per sei, a buon prezzo: ma non si può comprare.

(27 maggio 2009)

martedì 26 maggio 2009

Sardegna, tre morti in raffineria nell'impianto Saras di Sarroch

(guarda il documentario denuncia postato in basso)
L'impianto di Sarroch dove sono morti tre operai al centro del film-inchiesta Oil: "Turni massacranti"
Il film è stato prodotto e diretto dal regista Massimiliano Mazzotta ed è uscito lo scorso gennaio.
Si parla anche di ditte esterne, come quelle dove lavoravano i tre operai rimasti uccisi: "Vanno al ribasso, la manodopera costa meno, turni massacranti e la sicurezza ciao".Nel documentario, poi, un ricercatore fiorentino, Annibale Biggeri, metteva in relazione la percentuale dei decessi dovuti a malattie tumorali nella zona industriale attorno alla raffineria con l'attività degli stabilimenti.

26.05.2009, da: repubblica.it

Il Piano di Rinascita Democratica della Loggia P2 di Licio Gelli

DOCUMENTO AUDIOVISIVO (su canale 10)




TESTO INTEGRALE (sequestrato a M. Grazia Gelli, nel luglio 1982)

PREMESSA
L’ aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema
il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti - anche alternativi - di attuazione ed infine nell’elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.


OBIETTIVI
Nell’ordine vanno indicati
  • i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale)
  • la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata.
  • i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;
  • il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da proporre ai singoli dicasteri;
  • la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi;
  • il Parlamento, la cui efficienza è subordinata al successo dell’operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico finanziario. La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti.


Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l’eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonchè pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità.Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.

PROCEDIMENTI

  • Nei confronti del mondo politico occorre
    selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
    in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
    in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
    in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l’anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale.Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un’azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile.
  • Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominativamente. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambiente.Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.
    acquisire alcuni settimanali di battaglia;
    coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
    coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
    dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.
  • In un secondo tempo occorrerà:
    Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell’UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno dell’attuale trimurti.
    restaurazione della libertà individuale, nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l’elezione dei consigli di fabbrica, con effettive garanzie di segretezza del voto;
    ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello legittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
    Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell’incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo è da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiori all’altra ipotesi.
  • Gli scopi reali da ottenere sono:
    Governo, Magistratura e Parlamento
    E’ evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze .E’ comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono - salvo che per la Magistratura - da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa e ai sindacati, con la riserva di una più rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi già previsto per i partiti politici.Per la Magistratura è da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass. Naz. Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate. E’ sufficiente stabilire un accordo sul piano morale e programmatico ed elaborare una intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, già operativo nell’interno del corpo anche al fine di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elementi di equilibrio della società e non già di eversione.Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull’ascesa al Governo di un uomo politico (o di un’equipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee “ripresa democratica”, è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all’attuazione dei procedimenti sopra descritti.In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi e anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.

PROGRAMMI

Per programmi si intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni in forma di:
azioni di comportamento politico ed economico;

  • atti amministrativi (di Governo);
  • atti legislativi; necessari a ribaltare - in concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti - l’attuale tendenza disfacimento delle istituzione e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di “registrare” - come nella stampa in tricromia - le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.

A titolo di esempio, si considerano due fenomeni:

  • lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati ed al Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL e una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduti;
  • l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonchè dalla programmazione dei fabbisogni in tema di occupazione. Ne è conseguente una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale - con gravi deficienze invece nei settori tecnici nonchè la tendenza a individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all’egualitarismo assolto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell’ideologia dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione. Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenute nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica - indubbiamente notevole - quale diagnosi della situazione del Paese, tenendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.

Detti programmi possono essere esecutivi - occorrendo - con normativa d’urgenza (decreti legge)

a) Emergenza a breve termine . Il programma urgente comprende, al pari degli altri provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a “registrare” le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.

a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono:
1. la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
2. il divieto di nomina sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;
3. la normativa per l’accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari);
4. la modifica delle norme in tema di facoltà libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione - anche tentata - nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonchè di violazione delle norme sull’ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale.

a2) Ordinamento del Governo
1. legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost. art. 95) per determinare competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2. legge sulla programmazione globale (Cost. art. 41) incentrata su un Ministero dell’economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. - PPSS - Mediocredito Industria - Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d’incontro delle forze sociali e sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d’incontro con il Parlamento e le Regioni;
3. riforma dell’amministrazione (Cost. artt. 28 -97 - 98) fondato sulla teoria dell’atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
4. definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzione e individuazione delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell’ambito delle leggi cornice.

a3) Ordinamento del Parlamento
0. ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);
1. modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e opposizione, dall’altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica;
2. adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma governativo.

b) Provvedimenti economico-sociali
0. b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);
1. b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30′ effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e private;
2. b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno - Natale - Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
3. b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festività - anche per sorteggio - in tutti i periodi dell’anno, sia per annualizzare l’attività dell’industria turistica, sia per evitare la “sindrome estiva” che blocca le attività produttive;
4. b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:
revisione delle aliquote per i lavoratori dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;
nettizzazione all’origine di tutti gli stipendi e i salari delle P.A. (onde evitare gli enormi costi delle relative partite di giro);
inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare l’autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l’autofinanziamento delle aziende produttive;
reciprocità fra Stato e dichiarante nell’obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed accertati;
5. b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e sollecitare meglio l’autofinanziamento delle aziende produttive;
6. b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciprochi che si risolvono - nel gioco degli interessi - in passività inutili dello stesso Stato;
7. b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall’estero;
8. b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case - ospedali - scuole - trasporti) da alimentare con:
sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili - generi di lusso)
proventi dagli inasprimenti ex b5);
finanziamenti e prestiti esteri su programma di spesa;
stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a L. 7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.
Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto)Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall’intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all’edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che è da considerare il volano della ripresa economica;
9. b10) aumentare la redditività del risparmio postale elevando il tasso al 7%;
10. b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
I - turistico
II - trasporti marittimi
III - agricolo specializzato (primizie zootecnia)
IV - energetico convenzionale e futuribile (nucleare - geotermico - solare)
V - industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione; in modo da sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d’opera ed apportatori di valuta;
11. b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.

c) Pregiudiziale è che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti. Così è evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda. Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonchè di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

d) Altro punto chiave è l’immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva “Settimanale”.


MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell’attuazione di un programma a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l’avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d’ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l’elencazione di problemi e relativi rimedi.

a) Provvedimenti istituzionali

a1) Ordinamento Giudiziario
I - unità del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione - articoli 107 e 112 ove il P.M. è distinto dai giudici);
II - responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull’operato del P.M. (modifica costituzionale);
III - istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi pericoli ed eliminando le attuali due fasi di istruzione;
IV - riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
V - riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;
VI - esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con 25 anni di funzioni in possesso di particolari requisiti morali;

a2) Ordinamento del Governo
I - modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla Camera all’inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni del successore;
II - modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualità di parlamentari;
III - revisione della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato (per modificarne la natura da competenza in cassa);
IV - revisione della legge sulla finanza locale per stabilire - previo consolidamento del debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni - che Regioni e Comuni possono spendere al di là delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui debiti;
V - riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e ridefinire i i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;

a3) Ordinamento del Parlamento
I - nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.);
II - modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
III - stabilire norme per effettuare in uno stesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali, regionali e comunali (modifica costituzionale);
IV - stabilire che i decreti-legge sono inemendabili;

a4) Ordinamento di altri organi istituzionali
I - Corte Costituzionale: sancire l’incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
II - Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l’ineleggibilità ed eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);
III - Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini secondo criteri geoeconomici più che storici. Provvedimenti economico sociali.
b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro e un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);
b2) Nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul modello inglese) e stabilendo l’obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonchè le retribuzioni dei giornalisti;
b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi attuali;
b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo: il divieto del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilità; il controllo rigido sulle pensioni di invalidità; l’eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;
b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati limitando il diritto di sciopero nel senso di:
I - introdurre l’obbligo di preavviso dopo aver espedito il concordato;
II - escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
III - limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro;
b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle imprese e sulla gestione (modello tedesco);
b8) nuova legislazione sull’assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);
b9) legislazione antimonopolio (modello USA);
b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);
b11) riforma della scuola (selezione meritocratica - borse di studio ai non abbienti - scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);
b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco.

c) Stampa - Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI-TV


ORGANIGRAMMA

ECONOMIA E FINANZA

- Governatore Banca d’Italia
- Direttore Generale B.ca It.
- Presidente IRI (e finanziarie dipendenti)
- Dir. Gen. ”
- Presidente ENI (e finanziarie dipendenti)
- Dir. Gen. ”
- Presidente e Dir. Gen. Enti di gestione PP.SS. (EGAM - EFIM - Cinema - Terme)
- Presidente Cassa Mezzog.- Dir. Gen. ”
- Presidente IMI- Dir. Gen. ”
- Presidente Mediobanca
- Dir. Gen. ”- Presidente Italcasse
- Dir. Gen. ”
- Presidente Mediocredito Centrale
- Dir. Gen. ”
- Presidente ICIPU
- Dir. Gen. ”
- Presidente INA- Dir. Gen. ”
- Presidente INPS- Dir. Gen. ”
- Presidente INAM
- Dir. Gen. ”
- Presidente INADEL
- Dir. Gen. ””


MAGISTRATURA

- Primo Pres. Corte Cass.- Proc. Gener. ” ”
- Avv. Gener. ” ”
- Pres. C.A.
- Proc. Gen. C.A.
- Pres. Trib.
- Proc. Repubbl.
- Cons. Istrutt. :
Roma, Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Catanzaro, Palermo


PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

- Presidente Consiglio di Stato
- Presidente Corte dei Conti
- Procuratore Generale Corte dei Conti
- Ragioniere Generale dello Stato
- Segretario Generale Ministero Affari Esteri
- Segretario Generale Programmazione
- Capo della Polizia
- Direttore Generale FF.SS
- Direttore Generale PP.TT
- Direttore Generale ANAS
- Direttore Generale Tesoro
- Direttore Generale II.DD.
- Direttore Generale II. Indir.
- Direttore Generale UTE
- Direttore Generale fonti d’energia
- Direttore Generale produzione industriale
- Direttore Generale valute- Direttori Generali istruzione
elementaresecondaria 1° gradosuperioretecnicaprofessionaleuniversitaria


CORPI MILITARI
- Capo S.M. Difesa
- Capo S.M. Esercito
- Capo S.M. Marina
- Capo S.M. Aeronautica
- Com.te Arma CC.
- Capo S.M. Guardia Fin.
- Com.ti Regioni Territoriali Eserc.
- Com.ti Zone Aeree
- Com.ti Dipartim. Mil. Maritt.
- Com.te Guardie PS
- Com.te Guardie Forestali
- Com.te Guardie Carcerarie- Com.te Sid.

G8/2001 - FARE UN GOLPE E FARLA FRANCA




Per una visione della serie completa dei video postati, vedi sotto.

lunedì 25 maggio 2009

Camillo Berneri "Discorso in morte di Antonio Gramsci" 3 maggio 1937


Antonio Gramsci è morto, dopo undici anni di carcere, in una clinica, guardato a vista dai poliziotti e negato alla famiglia fino negli spasmi dell’agonia. Mussolini è un tiranno che ha buon fiuto per individuare i nemici più temibili: e tra questi egli teme le intelligenze solide ed i caratteri inflessibili. Mussolini colpisce alla testa le opposizioni: scagliando la Ceka del Viminale contro Matteotti, facendo linciare dagli squadristi Amendola, rendendo la vita impossibile a Gobetti, gettando in carcere Riccardo Bauer, Ernesto Rossi ed altri intellettuali di prim’ordine. Mussolini ha voluto la morte di Gramsci. Non gli bastò saperlo al confino, tubercolotico. Lo volle sepolto vivo in carcere, dove lo tenne pur sapendolo soggetto ad emotisi, a svenimenti prolungati, a febbri altissime.
Il prof. Arcangeli, che visitò Gramsci nel maggio 1933, dichiarò in un rapporto scritto che <>.
Mussolini, pensando che un avversario avvilito è preferibile ad un avversario morto in piedi, gliela avrebbe accordata, la libertà condizionale, ma in calce ad una domanda di grazia. Ma Gramsci non era un qualsiasi Bombacci e, rifiutò la grazia, che sarebbe stata, secondo come egli ebbe a definirla <>.
Il martirio, già settennale, continuò. Passarono ancora degli anni. Le condizioni del recluso si fecero così gravi da far temere prossima la morte. Un’agitazione internazionale reclamò la liberazione. Quando fu ordinato il trasferimento in clinica, la concessione era fatta ad un moribondo.
Gramsci era un intellettuale nel senso intero della parola, troppo sovente usata abusivamente per indicare chiunque abbia fatto gli studi. Lo dimostrò in carcere: continuando a studiare, conservando sino all’ultimo le sue eccezionali facoltà di critica e di dialettica. E lo aveva dimostrato come capo del Partito Comunista Italiano, rifuggendo da qualsiasi lenocinio retorico, rifuggendo dalle cariche, sapendo isolarsi.
Piero Gobetti scriveva di lui, nel suo saggio La rivoluzione liberale:
<>.
Per coloro, i più giovani, che nulla o poco sapessero dell’opera politica di Gramsci, ricorderemo che egli cominciò a prendere parte attiva alla vita del Partito Socialista nel corso della guerra, come collaboratore della stampa socialista di Torino, nella quale fu tra i primi a seguire con cura e a valutare gli sviluppi teorici e pratici della rivoluzione russa.
Nel 1919 fondò la rivista L’Ordine Nuovo, che fu una delle migliori, e sotto certi aspetti la migliore rivista di avanguardia. Gramsci, che aveva preparazione di glottologo, fu uno dei pochi socialisti dalla cultura filosofica moderna ed aggiornata.
Del pensiero politico di Gramsci dell’epoca de L’Ordine Nuovo così scriveva Umberto Calosso, nell’agosto 1933, in un quaderno di Giustizia e Libertà:
<>.
Gobetti e Calosso ci hanno aiutato a lumeggiare i tratti salienti e centrali della personalità di Gramsci.
L’uomo che aveva suscitato l’interesse di Sorel, di Croce e di altri pensatori è stato ucciso lentamente. Per undici anni è stato mantenuto fuori della circolazione culturale ed impedito perfino nell’attività di cultore di glottologia.
Noi salutiamo dalla radio della CNT-FAI di Barcellona, l’intellettuale valoroso, il militante tenace e dignitoso che fu il nostro avversario Antonio Gramsci, convinti che egli ha portato la sua pietra all’edificazione dell’ordine nuovo, ordine che non sarà quello di Varsavia o quello carcerario e satrapesco attualmente vigente in Italia, bensì un moderno assetto politico-sociale in cui il sociale e l’individuale si armonizzeranno fecondamente in un’economia collettivista e in un ampio ed articolato federalismo politico”.

Rotto l'incantesimo del nuovo Don Rodrigo

di GAD LERNER

Forse ora la smetterà d'insistere sulla propria esuberanza sessuale, sulle belle signore da palpare anche tra le macerie del terremoto e sulle veline che purtroppo non sempre può portarsi dietro. A quasi 73 anni d'età, Silvio Berlusconi si trova per la prima volta in vita sua a fare davvero i conti con l'universo femminile così come lui l'ha fantasticato, fino a permearne la cultura popolare di massa di questo paese. Lui, per definizione il più amato dalle donne, sente che qualcosa sta incrinandosi nel suo antiquato rapporto con loro. Le telefonate notturne a una ragazzina, irrompendo con la sproporzione del suo potere - come un don Rodrigo del Duemila - dentro quella vita che ne uscirà sconvolta. E poi il jet privato che le trasporta a gruppi in Sardegna per fare da ornamento alle feste del signore e dei suoi bravi. Ricompensate con monili ma soprattutto con aspettative di carriera, di sistemazione. L'immaginario cui lo stesso Berlusconi ha sempre alluso nei suoi discorsi pubblici è in fondo quello di un'Italietta anni Cinquanta, la stagione della sua gioventù: vitelloni e case d'appuntamento; conquista e sottomissione; il corpo femminile come meta ossessiva; la complicità maschile nell'avventura come primo distintivo di potere. Nel mezzo secolo che intercorre fra le "quindicine" nei casini e l'uso improprio dei "book" fotografici di Emilio Fede, riconosciamo una generazione di italiani poco evoluta, grossolana nell'esercizio del potere. Di recente Lorella Zanardo e Marco Maldi Chindemi hanno riunito in un documentario di 25 minuti le modalità ordinarie con cui il corpo femminile viene presentato ogni giorno e a ogni ora dalle nostre televisioni, con una ripetitiva estetica da strip club che le differenzia dalle altre televisioni occidentali non perché altrove manchino esempi simili, ma perché da nessuna parte si tratta come da noi dell'unico modello femminile proposto in tv. La visione di questa sequenza di immagini e dialoghi è davvero impressionante (consiglio di scaricarla da www. ilcorpodelledonne. com). Viene da pensare che nell'Italia clericale del "si fa ma non si dice" l'unico passo avanti compiuto nella rappresentazione della donna sia stato di tipo tecnologico: plastificazione dei corpi, annullamento dei volti e con essi delle personalità, fino a esasperare il ruolo subalterno, spesso umiliante, destinato nella vetrina popolare quotidiana alla figura femminile senza cervello. Cosce da marchiare come prosciutti negli spettacoli di prima serata, con risate di sottofondo e senza rivolta alcuna delle professioniste, neppure quando uno dopo l'altro si sono susseguiti gli scandali tipicamente italiani denominati Vallettopoli. In tale contesto ha prosperato il mito del leader sciupafemmine, invidiabile anche per questo. Fiducioso di godere della complicità maschile, ma anche della rassegnata subalternità di coloro fra le donne che non possano aspirare a farsi desiderare come veline. Tale è stata finora l'assuefazione a un modello unico femminile - parossistico e come tale improponibile negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito, in Germania, in Spagna - da far sembrare audacissima la denuncia del "velinismo politico" quando l'ha proposta su "FareFuturo" la professoressa Sofia Ventura. Come se la rappresentazione degradante della donna nella cultura di massa non avesse niente a che fare con la cronica limitazione italiana nell'accesso di personalità femminili a incarichi di vertice. Una strozzatura che paghiamo perfino in termini di crescita economica, oltre che civile. Così le ormai numerose indiscrezioni sugli "spettacolini" imbanditi nelle residenze private di Berlusconi in stile harem - mai smentite, sempre censurate dalle tv di regime - confermano la gravità della denuncia di Veronica Lario: "Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica". Una sistematica offesa alla dignità della donna italiana resa possibile dal fatto che "per una strana alchimia il paese tutto concede e tutto giustifica al suo imperatore". Logica vorrebbe che dopo le ripetute menzogne sulla vicenda di Noemi Letizia tale indulgenza venga meno. La cultura misogina di cui è intriso il padrone d'Italia - ma insieme a lui vasti settori della società - risulta anacronistica e quindi destinata a andare in crisi. Si rivela inadeguata al governo di una nazione moderna. Convinto di poter dominare dall'alto, con l'aiuto dei suoi bravi mediatici, anche una realtà divenuta plateale, l'anziano don Rodrigo del Duemila per la prima volta rischia di inciampare sul terreno che gli è più congeniale: l'onnipotenza seduttiva, la cavalcata del desiderio. L'incantesimo si è rotto, non a caso, per opera di una donna.

Sas FAULAS de Berlusconi e Cappellacci kontadas a sos Sardos

Da: La Nuova Sardegna

Il Pd: “Berlusconi ha ingannato l’isola”. Oggi nell’isola Rita Borsellino e Franceschini, domani Bersani. Diana sfida Cappellacci in Consiglio

Partiti in campo con i big nazionali anche in Sardegna, quando mancano due settimane al voto per le elezioni europee. Oggi arrivano nell’isola Dario Franceschini (Pd) e Paolo Ferrero (Prc), domani sarà il turno di Pierluigi Bersani (Pd) e il 31 maggio di Pierferdinando Casini (Udc), mentre per il 2 giugno è già stato annunciato Oliviero Diliberto (Pdci) che chiuderà la campagna elettorale in Sardegna della lista frutto dell’alleanza Pdci-Prc. Franceschini da Monti a Cagliari. Il leader del Partito democratico sarà questa mattina nel nord e centro dell’isola, con tappe a Monti (visita alla Cantina sociale del Vermentino), nella stazione di Desulo-Tonara e quindi si trasferirà a Sorgono con il trenino verde per poi raggiungere Cagliari, nel pomeriggio, dove si fermerà ai gazebo del Pd in piazza Costituzione e in via Manno. Oggi anche la visita di Ferrero (Pdci). Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, terrà invece una conferenza stampa alle 10.30 all’hotel Sardegna prima di incontrare i lavoratori del call center Sardatel e spostarsi nel pomeriggio a Nuoro per un’assemblea pubblica. Bersani nel Nord-Ovest dell’isola. Alghero, Porto Torres e Sassari saranno le tappe del tour elettorale di Pierluigi Bersani, concentrato nella giornata di domani. Tra gli appuntamenti, un incontro con il sindaco e gli amministratori locali di Porto Torres e la partecipazione, a Sassari, al convegno “La crisi e le politiche dello sviluppo”. Da ieri il tour della Borsellino. Per il Pd è già da ieri nell’isola Rita Borsellino, capolista per l’Italia insulare (i candidati sardi sono Francesca Barracciu e Bruno Dettori). Dopo la giornata di ieri tra Iglesias e Sassari, oggi sarà a Cabras e Serdiana. “In campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale - ha detto la capolista del Pd - Berlusconi aveva promesso mari e monti, ma adesso che le urne sono lontane, appare evidente come il presidente del Consiglio abbia abbandonato la Sardegna”. Rita Borsellino a Iglesias ha incontrato gli operai delle aziende Rockwool e Portovesme srl. Il premier “veva promesso di risolvere i casi di Euralluminia e Portovesme - ha ricordato la candidata - invece, gli stabilimenti rischiano di chiudere senza che sia stato mosso un dito. Aveva garantito di interessarsi alla situazione della Rockwool, ma la fabbrica è ormai al capolinea. E poi, la crisi del settore chimico, i fondi distratti per la Sassari-Olbia e quelli ancora a rischio per le opere del G8 a La Maddalena. Insomma - ha detto - la Sardegna è stata presa in giro”. Secondo Rita Borsellino “con questi governi regionale e nazionale i sardi non possono aspettarsi nulla, ma invece - ha concluso - possono e devono puntare sull’Europa per far ripartire lo sviluppo, per ottenere maggiori risorse per i trasporti e le infrastrutture. L’80 per cento delle leggi italiane e sarde discendono ormai da iniziative prese da Bruxelles”. La sfida di Diana (Pd) a Cappellacci. “Il sessantesimo anno di Autonomia verrà ricordato come il peggiore: dallo spostamento del G8 allo scippo dei fondi per la Sassari Olbia, dal disimpegno su chimica e petrolchimico all’immobilismo sui costi energetici sino al nuovo allarme sulla continuità territoriale”. Lo ha detto Giampaolo Diana, ex segretario della Cgil sarda e oggi vice capogruppo del Pd in Consiglio regionale. “Il presidente Cappellacci - ha detto Diana - rassicura, quasi ogni giorno rientra da Roma con una nuova promessa. Finora ha dimostrato di essere subalterno, di non saper dare un ruolo e un significato alla funzione autonomistica della Regione. Per questo gli chiediamo di venire in Consiglio a riferire quanto sta facendo e quale progetto ha per difendere gli interessi e la specialità della Sardegna. Al presidente Cappellacci proponiamo una sfida: guidare il malcontento dei sardi, l’indignazione che si può leggere tra gli stessi rappresentanti della maggioranza, e aprire un confronto negoziale con il governo. Per farlo ci vogliono coraggio e idee chiare. Idee che non conosciamo perché il presidente, al di là delle continue rassicurazioni, non entra nel merito delle questioni e non indica qual è la direzione che questa giunta intende perseguire, un progetto su cui puntare, un modello di sviluppo attorno al quale ricostruire il tessuto economico dell’isola”. Diana ha rilevato “il ritardo con cui la giunta sta elaborando il collegato alla Finanziaria, indispensabile strumento promesso per giugno del quale non esiste neanche una bozza”, forse perché il governatore ha temi “più cari, quali la volontà intervenire sul piano paesaggistico e sulla sanità”, che “non sono le priorità della Sardegna”. Dopo aver ricordato che Cappellacci aveva proposto il dialogo, Diana ha affermato che le proposte dell’opposizione, cone maggiori ammortizzatori sociali, non sono mai state accolte. “Abbiamo anche ipotizzato - ha ricordato - un intervento di indennizzo per i tanti operatori messi in ginocchio dallo scippo del G8. Misure equilibrate che la maggioranza non ha preso minimamente in considerazione”. Nuovo allarme per la crisi dell’industria. Sull’apparato industriale, secondo Giampaolo Diana, il metodo non cambia: c’è una manifestazione di impegno ma nessuna concretezza: “Dopo le promesse elettorali, l’Eurallumina ha chiuso per due anni, l’elenco delle aziende in crisi è lungo, dal Sulcis al Nuorese sino a Porto Torres ma non c’è un piano che definisca una modalità di intervento. Vogliono puntare sul turismo? Sull’agroalimentare? Che idea hanno per il futuro dell’apparato industriale sardo? Non si sa”.

FOCUS: Mills, Berlusconi, Giudici, Politici e ... altro

In aiuto della memoria:
Nell'ennesimo delirio di onnipotenza, il premier sbrocca, vomitando le solite sciocchezze ciclopiche contro la magistratura. Nel frattempo, Tabacci e Franceschini chiedono a Berlusconi di ...

domenica 24 maggio 2009

LODO ALFANO

Lavoro audiovisivo sul lodo Alfano e il suo background più nobile
http://www.youtube.com/watch?v=T-__5T4PuMU

Interviste fatte da Daniele Martinelli ad Agrigento, città del Ministro Alfano
http://www.youtube.com/watch?v=40BWniM1wNM&feature=related

Blogger "seduta"

Da La Stampa 24/5/2009

YOANI SANCHEZ
Video: "Sentada" de bloggers cubanos

Credo che l’influenza di Internet sulla nostra realtà sia maggiore di quanto avrei mai pensato. Dopo diversi giorni in cui non è stato possibile collegarsi alla rete dagli hotel, come il Meliá Cohiba, il Panorama e l’emblematico Hotel Nacional, pare che abbiano tolto il divieto. Oggi ho parlato con le stesse impiegate che circa due settimane fa mi mostrarono la risoluzione che escludeva i cubani dall’uso dei servizi negli insediamenti turistici. Mi hanno detto che adesso posso di nuovo comprare la fantastica targhetta che apre la porta al mondo virtuale. Forse può sembrare un po’ presuntuoso, ma credo che se non avessimo imbastito il caso degli ultimi giorni - denunciando un simile apartheid - ci avrebbero tolto quella possibilità di collegarci alla rete. Abbiamo compreso che si piegano quando sono sotto pressione, che devono modificare i piani quando i cittadini alzano la voce e i media internazionali fanno eco. Ce ne siamo resi conto in occasione del caso Gorki e questa marcia indietro ci conferma che tacere serve soltanto a farci strappare ulteriori spazi. Approfittiamo che adesso dicono che “i cubani possono collegarsi a internet” e prendiamolo come un impegno pubblico. Obblighiamoli a onorarlo e in caso contrario, abbiamo Twitter, Facebook e gli SMS per reclamare quando torneranno a tapparci la bocca. * Lunedì scorso, insieme a una dozzina di blogger ho svolto un’indagine in oltre quaranta hotel della città. A eccezione dell’Occidental Miramar, tutti dicevano di non conoscere la regola che proibiva l’accesso a Internet da parte dei cubani.
Traduzione di Gordiano Lupi
Nota del traduttore: Nel video amatoriale - girato probabilmente con un telefono cellulare - si riconoscono Yoani, il marito Reinaldo Escobar (blogger di Desde aquí), Lía Villares (blogger di Habanemia) e un amico. I quattro confermano che il divieto per i cittadini cubani di acquistare la carta prepagata per accedere a Internet è stato rimosso, si dicono soddisfatti per la decisione del governo e sperano che la situazioni resti immutata per il futuro.
(Gordiano Lupi)

Berlusconi smentisce Berlusconi

maggio 2009
L'intervento di Berlusconi a Confindustria. "Il Parlamento è pletorico"
A seguito di proteste e critiche ...
Berlusconi: Mai detto parlamento inutile. Ma i filmati lo smentiscono.

Qui proponiamo il link per la visione del filmato dell'intervento di Berlusconi a Confindustria, dove dice: "Il Parlamento è pletorico" e poi ancora: "Le assemblee pletoriche sono addiritura pletoriche e controproducenti".
Maria Novella Oppo :
Berlusconi colto da rewind
Le parole di Berlusconi sul ‘Parlamento inutile’ sono state trasmesse dai tg, con il solito efficace totalitarismo. Nonostante ciò, è arrivata puntuale la smentita e solo ‘Linea notte’ ha avuto il coraggio di rimandare in onda il filmato improvvisamente colpito da rewind. Niente di nuovo: è già successo una miriade di volte. Basta pensare alla famigerata dichiarazione sulla ‘cultura inferiore’, in chiave anti islamica. Smentita per ragioni diplomatiche, non poté essere cancellata dai documenti prestampati. Ci pensò il pungente Vespa, in uno dei suoi libri epocali, a farla sparire anche dal testo scritto. Perché con Berlusconi neanche ‘scripta manent’. Il grande comunicatore non sa quello che dice. Eppure il suo dominio sulla tv è tale che funziona anche all’incontrario. Berlusconi, infatti, è un palindromo vivente. E non importa se milioni di testimoni hanno visto e sentito tutto. Non potendo dare 600.000 sterline a tutti, Berlusconi ha inventato l’amnesia di Stato.
24.05.2009

segnalazione importante

Un lettore ci ha segnalato l'iniziativa del Governo, che mirerebbe ad eliminare dalla rete l'informazione non controllata.
Dopo limitate limature, in funzione di una migliore leggibilità e con l'assoluto rispetto del senso dei contenuti, vi proponiamo la segnalazione da noi ricevuta e lanciamo un'appello per la sua divulgazione:

"Fate girare questa mail... La gente deve sapere, questo è l'unico modo!!! L'attacco finale alla democrazia è iniziato! Questo governo ed altri sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet, per metterla sotto controllo.
Ieri, nel voto finale, al Senato, è stato approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), che insieme ad altri provvedimenti scellerati, come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, contiene anche l'emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), che mira alla: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo approderà la prossima settimana, con il nr. 60, alla Camera.
Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza di Governo e questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere. Il testo dice, che nel caso in cui un cittadino, attraverso un blog da lui curato, dovesse invitare a disobbedire ad una legge che ritiene ingiusta, i provider potranno e dovranno oscurarglielo. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre, con proprio decreto, l'interruzione dell’attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare a tal fine gli appositi e necessari strumenti di filtraggio. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore.
Questo provvedimento permette inoltre di obbligare i provider ad oscurare un sito ovunque esso si trovi, anche se all'estero.
La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.
Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi (per la Casta) con questa legge?
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete, che nel nostro Paese è ormai rimasta l'unica fonte informativa non censurata.
Vi ricordo che l’Italia è l'unico Paese al mondo, dove una media company (Mediaset) ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene, per l'ennesima volta, in una materia che vede presidente del Consiglio in conflitto d'interessi e, spesso anche, giudiziario.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale, che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, quest’emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che esso non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet.
Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania (con tutto il rispetto per i cittadini di quei paesi)!!!
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
Vi chiediamo quindi di far girare questa notizia il più possibile. E' di vitale importanza (ri)svegliare le coscienze "addormentate" degli italiani.
E' in gioco davvero la democrazia!!!"

sabato 23 maggio 2009

MOMENTO CRITICO? ... Proposta di riflessione del Blog

Noemi-gate in Papilandia: s'ingrossa un greve affaire di Stato, tv e giornali l'oscurano. Emergenza democratica: Informazione intimidita, imbavagliata

Ne parlano ben più diffusamente i giornali e le televisioni straniere. In Italia ci sono rimasti due-tre quotidiani (silenzio-stampa di tutti gli altri: nazionali e locali, a cominciare da L'Unione Sarda), schermi oscurati su tutte le tv: Rai e ancor più Mediaset, ora anche Sky. È un'autocensura imponente, quasi incredibile, rivelatrice e allarmante. Un'informazione intimidita che rimuove dalle sue cronache tutto quel che può non piacere al potere dominante, ovvero Berlusconi, benché di grande interesse per i lettori.E non certo per titillarne pruriginosità da gossip. Informazione imbavagliata e sotto schiaffo significa puramente democrazia malata e a rischio: un fatto tutto e solo politico. Un'emergenza che attiene pesantemente alla sfera pubblica e politica, travalica aspetti privati, peraltro gettati in pasto all'opinione dei cittadini dagli stessi protagonisti.
La Lolita napoletana al centro del centro del pranzo di Stato col premier, ministri e industriali
Il riferimento è agli sviluppi, davvero clamorosi e sconcertanti, del suo rapporto con Noemi Letizia. Èl'ormai famosa ragazzina-ninfetta-Lolita napoletana che lo frequenta in varie residenze (parole sue) da quando era largamente minorenne. Lo chiama “Papi” e lo ha avuto come ospite annunciatissimo (previa bonifica e controllo, il giorno prima, dei locali da parte dei servizi di sicurezza di palazzo Chigi) alla festa di compleanno di Casoria. Degli aspetti eventualmente sentimentali, di costume e fors'anche da codice penale, continua ad importarci meno di niente. Sono largamente trattati dai periodici di gossip e celebrati come eventi regali per magnificare il “Papi” trombeur de femmes, eterno seduttore cui tutto è permesso e dovuto.
Ma negli ultimi giorni sono emersi fatti documentati e immagini che spazzano via la dimensione privata della bulimia per veline&velone&ministre del Cavaliere. Mettono a nudo la temeraria esposizione della minorenne in eventi governativi e in sedi di Stato e private. Confermano che Berlusconi ha mentito agli italiani e agli stranieri via tv e giornali. Ma si rifiuta di rispondere alle domande che gli ha posto “La Repubblica” (e anche grandi giornali stranieri) perché dovrebbe ammettere quel che ha negato: ora anche Casini, sempre rispettoso degli affari privati altrui, gli chiede di chiarire.
Quella minorenne esibita anche alla festa del “Milan”, pupilla del premier con 56 anni in meno: da quando?
Molto obbiettano che a occuparsi di queste vicende si favoriscono i successi elettorali di Berlusconi: meglio astenersi, bavaglio e silenzio. Ovvero la negazione della funzione democratica dell'informazione, che sta mandando segnali inquietanti della sudditanza al premier. Minaccia, scomunica e insulta tutti: giudici, Parlamento, opposizioni, informazione. Basti pensare che a quattro giorni dalle motivazioni della sentenza sul caso Mills, nelle quali è scritto che Berlusconi ha corrotto il suo avvocato per ottenere l'impunità poi imposta per sé con il lodo Alfano, il Corriere della Sera, primo giornale italiano, non ha voluto o potuto offrire un qualsivoglia commento, pro contro o neutro, su una vicenda enorme, di rilevanza tale da essere giudicata con grande clamore e severità in tutto il mondo. Ma il primo quotidiano italiano, come mai accaduto in passato, si astiene dal valutarla attraverso lo stuolo di suoi prestigiosi giornalisti ed editorialisti. È una drammatica testimonianza di autocensura dovuta ai condizionamenti pesanti che la multiforme proprietà, ormai in gran parte referente di Berlusconi, impone a un grande, storico quotidiano. Non c'è mai alcun fine strumentale che giustifichi la rinuncia ai mezzi necessari a tutelare la dignità delle istituzioni e della stessa democrazia. Siamo appunto in questo campo.
Noemi “statalizzata” come moglie mentre Silvio privatizza gli affari pubblici nelle sue residenze
Davanti alla gravità di questa situazione, la coscienza civile di chiunque non l'abbia messa in freezer deve esprimersi non per spirito di fazione ma in difesa di quel che resta della nostra democrazia. Un compito irrecusabile: anche se in minoranza e se gonfiasse a dismisura i voti del premier. Quali sono gli ultimi sviluppi che fanno del caso un “Noemi-gate”, un affaire politico oscurato scandalosamente nella “Papilandia” in cui Berlusconi ha ridotto l'Italia-bordello della mignottocrazia? Primo. “La Repubblica” rivela e documenta che il 19 novembre scorso Noemi Letizia, largamente minorenne (a proposito: vedeva Berlusconi che gli inviava i regali di compleanno da quando aveva 16 anni, se il calendario non è un'opinione), troneggiava nel tavolo d'onore (otto persone) a un pranzo di governo con Berlusconi, quattro tra i ministri più importanti e il fior fiore degli industriali e stilisti della moda. Il tutto a villa Madama, prestigiosa residenza di Stato usata per cerimonie di particolare rilievo. Noemi (senza mammina) pubblicizzata-statalizzata dal premier che mette la pupilla minorenne al centro del centro di un'incontro istituzionale: come fosse la moglie legittima.
Un evento ufficiale condotto come fosse privato dallo stesso premier che privatizza gli affari pubblici (riunioni di governo, le decisioni sulla Rai e quant'altro) nel suo palazzo Grazioli o alla Certosa: ormai prevalenti su palazzo Chigi. Le cronache narrano della ninfetta che si aggira ammiratissima nelle sale di villa Madama e poi va via su un'auto blu seguita da una delle mega Audi del parco-macchine di Berlusconi.
C'è di più. Il Corriere della Sera, forse per farsi condonare l'auto-silenzio sul caso Mills, trova una prova di questo passaggio di Noemi chez Berlusconi. Una foto del premier ripresa in casa di Noemi, con dedica alla mamma assente al pranzo di gala, datata 20 novembre. Ovvero il giorno dopo la grande presentazione coram populo (se non ce ne sono state di precedenti) della pupilla in sede ufficiale.
Noemi al fianco di Confalonieri. Non sa chi fosse ma Veronica sì: il suo silenzio schiaccia come un macigno le balle di Silvio
Perciò l'affaire è tutto e solo politico senza più niente di privato. Se mai c'è stato un problema di privacy, chi l'ha spazzata via con i crismi della pubblicità istituzionale è stato proprio Berlusconi. Anche in un'altra manifestazione “privata” ma solo con centinaia di presenti per un incontro successivo. Noemi a Natale era alla festa del “Milan”, al tavolo d'onore (stavolta com mammina accanto) al fianco di Fedele Confalonieri (“non sai mai chi ti mettono a fianco”, ci prende per i fondelli il simpatico presidente di Mediaset). Naturalmente in prossimità di Berlusconi e dell'allenatore Ancelotti. Il tutto documentato e visibile su You tube e sul sito del “Corriere”. Stiamo parlando di fatti avvenuti quattro mesi prima dei 18 anni di Noemi e della festa di Casoria con l'arrivo all'”ultimo momento e a sorpresa” di Berlusconi con regalo incorporato: peccato che il giorno prima il servizio di sicurezza avesse, come detto, esplorato e bonificato il ristorante. Da quanto andava avanti la storia, in attesa che si documentino altri eventi pubblici precedenti? Come poteva non venire a sapere Veronica Lario.? Ha reagito e per questo è stata linciata sull'informazione di servizio (come era avvenuto contro Fini, usando la nuova compagna, l'ex soubrette che gli ha dato un figlio dopo la sobria separazione dalla moglie Daniela) e presentata come menteccata, “velina ingrata”in stato confusionale, plagiata da un “complotto della sinistra”. Ma il suo attuale silenzio davanti all'ondata di rivelazioni è un macigno che schiaccia le balle di cui ci ha riempito e ci riempie Berlusconi. Provando a banalizzare, dando della “velina” anche a Emma Marcegaglia che l'ha mandato a quel paese: “Papilandia”, appunto.
Alle corte. C'è un clamoroso “Noemi-gate” pubblico e politico in “Papilandia” sul quale l'informazione con la museruola tace e acconsente. Non è la bulimia sessuale vera o millantata del premier a interessare, sia pure con un minimo di schifo per un 72enne che frequenta ed esibisce pubblicamente e ufficialmente una pupilla che ha 57 anni in meno. Il premier-corruttore (sentenza di primo grado), che sfugge al processo e alla condanna trincerandosi dietro il lodo Alfano, per cui è condannato solo il corrotto Mills come prima altri avvocati e compari del Cavaliere (Previti, Dell'Utri, Sciascia e Berutti), processa e insulta i suoi giudici. Ma si rifiuta di spiegare i lati oscuri e forse loschi di una vicenda che lui stesso ha voluto, in atti ufficiali e istituzionali, pubblicizzare al massimo: ben prima della sdegnata denuncia della moglie. Hanno parlato tutti. Perfino Emilio Fede ha ammesso di aver fatto un provino come “meteorina” su Rete4 alla spigliata Noemi. Berlusconi non risponde più e minaccia i giornalisti che in conferenza-stampa a palazzo Chigi gli pongono domande.
Silvio non chiarisce, processa i giudici che gli danno del corruttore per i 600 mila dollari all'avvocato inglese: “L'otto per Mills”
Può ancora sottrarsi, davanti all'enormità dei nuovi sviluppi con l'esibizione dei vizi privati contro ogni senso della virtù pubblica e dignità istituzionale? Glielo chiede anche Casini ma in un paese normale gli starebbero tutti addosso. Ricordare sempre che Bill Clinton non fu massacrato nel Monica-gate per il semi-rapporto orale con la stagista Lewinsky. Rischiò l'impeachment per averlo negato e mentito pubblicamente. Si salvò ammettendo e chiedendo scusa dappertutto. En passant, il suo giudice-mastino, implacabile e ostile visibilmente, era un avversario politico, un fondamentalista della destra repubblicana, ovvero un nemico dichiarato. Ma in nessuna occasione Clinton lo denunciò (sarebbe stato fatto a pezzi) come prevenuto perché noto avversario politico: come ha fatto Berlusconi con tutti i giudici che non lo hanno assolto e da ultimo con Valeria Gandus. “Nemico” perché in sentenza lo ha dichiarato corruttore per i 600 mila dollari dati all'avvocato inglese (“L'otto per Mills”, folgorante battuta-vignetta di Vauro), condannato a 4 anni e sei mesi.
Per festeggiare, un'altra megavilla da 5 milioni di euro a Taormina, vista con i figli: sempre tutto in famiglia
Qui siamo in “Papilandia”, Sua Emittenza fa sparire il “Noemi-gate” da ogni teleschermo, anzi può spacciarsi ed essere creduto vittima di un complotto, aumenterà i suoi voti grazie all'informazione alla canna del gas che tradisce una democrazia allo sbando. Fa bene, il Cavaliere, a festeggiare andando a Taormina per comprarsi con soli 4-5milioni di euro una villa mozzafiato di 2500 metri quadrati su un parco di diecimila, aggiungendola alla sua collezione di residenze regali, di veline e pupille minorenni o adulte. Incoraggia all'ottimismo, comprate, la crisi è solo psicologica. Lo dimostra con la solita sobrietà, raggiungendo quota trenta tra palazzi, megaville, residenze antiche e nuove in Italia e all'estero. Naturalmente per visionare la nuova residenza (vedere sul sito del “Corsera”) è andato con tre figli, assente la dispettosa, lunatica Veronica. Come sempre: Dio, patria e tutto in famiglia. O famiglie.

venerdì 22 maggio 2009

L'ARMA DELLA CRITICA

Oggi, del corpo delle donne si fá "uso televisivo e non solo ...". Una riflessione critica ed una voce di dissenso e di rifiuto urge, urge, urge!!!

La visione del documentario qui postato è vivamente consigliata:

http://www.ilcorpodelledonne.it/documentario/

Corsa contro il tempo

22 maggio - L'Unità
L’imitazione che Silvio Berlusconi fa di Benito Mussolini (la mandibola, il braccio, il tono, le parole) è talmente grottesca che sembra fatta apposta: fatta per farci parlare d’altro. Un diversivo. Sbaglierò, ma credo che la vera spina nel fianco del presidente del Consiglio siano le parole di sua moglie Veronica (“è malato, frequenta le minorenni, insegue lo spirito di Napoleone”). Credo che le spudorate menzogne che ha raccontato sulla reale natura del suo rapporto con Noemi Letizia lo preoccupino assai più delle motivazioni della sentenza Mills. Credo che ieri mattina si sia innervosito molto di più alla lettura di Massimo Giannini (Noemi al suo fianco senza genitori a una cena di gala, il 19 novembre scorso dunque prima del compleanno che allontana ipotesi di reato ma non di indecenza, illustri testimoni confermano) piuttosto che alle parole di costituzionalisti e opposizione in allarme per ulteriori possibili aggiustamenti del lodo Alfano. Credo che sul fronte giudiziario sia già abbondantemente attrezzato e continui ad attrezzarsi per non dover mai rispondere dei suoi reati in un’aula. Ha fatto bene i conti dei tempi della politica e della giustizia e c’è uno stuolo di gente che lavora a che non si sovrappongano mai. Penso che anzi parlare di “giustizia ad orologeria” quando l’unica precisione cronometrica è quella con cui si sottrae ai giudizi gli risulti più facile e gli sembri elettoralmente più efficace che spiegare come mai se in Campania si arresta un camorrista di nome Letizia le forze dell’ordine e le agenzie di stampa - non richieste di alcuna spiegazione da nessuno - si premurino di specificare che si tratta solo di omonimia. Leggete Enrico Fierro. La stampa della destra ci parla di possibili complotti internazionali, schiera Obama contro Noemi e contro le nefaste conseguenze dell’amore. Incredibile, no? Invece accade, e accade che delle accuse di Veronica come della relazione con una ragazzina, della montagna di ingiurie da cui è stata sepolta la moglie e dalla cortina di ferro con cui si protegge la vera storia dei Letizia non parli più nessuno. Noemi è già una star pronta per il cinema, serve - ve lo raccontiamo - a pubblicizzare il “Camorra live show”. La tv e quasi tutti i giornali sono il megafono della Voce del Padrone, le nomine Rai decise nel salotto di casa. I rotocalchi di famiglia fanno il resto. Al presidente di Confindustria il Premier si rivolge dicendole che è bella come una velina. Altro materiale per le copertine delle prossime settimane: il confronto Marcegaglia-Yespica. Si preferiscono foto di spalle. Che Fini debba difendere il Parlamento può sembrare effettivamente un paradosso. Che fosse un bivacco di manipoli l’aveva detto un suo predecessore. E però anche Fini è in campagna elettorale. Per il suo partito e per se stesso. Su qualcuno di affidabile la metà del paese che vota a destra dovrà pur guardare, se e quando si stancherà di fasti imperiali con cene di Trimalcione e successivi lavacri a Porta a Porta. Sempre che se ne stanchi, certo. Perché Berlusconi pensa di fare a meno del Parlamento, di An e della Lega: pensa di fare da solo. È una corsa contro il tempo: quello che servirà agli italiani a capire. Napoleone è intento a distrarli, uno show mai visto prima. Buon divertimento, è gratis. Accomodatevi.

Repubblica Ceca, video del Partito nazionale invoca la «soluzione finale per gli zingari»

Un video elettorale shock. In cui il Partito nazionale ceco (Ns), di estrema destra, suggerisce «la soluzione finale della questione zingara», evocando quella perseguita dai nazisti con l'Olocausto degli ebrei. Nel video, immagini di famiglie e bambini rom alternate con slogan come «Stop al razzismo dei neri», «No al favoritismo degli zingari», o «Non vogliamo parassiti neri fra di noi». Dure le condanne dei politici: il nuovo premier Jan Fischer e il ministro per i diritti umani Michael Kocab hanno annunciato che metteranno a punto, assieme al ministero dell'interno, una proposta di messa al bando del Partito nazionale. «È una scandalosa violazione dei diritti e delle libertà dell'uomo», ribadisce Kocab. Mentre la televisione e la radio ceca preparano una denuncia nei confronti del partito.La replica del Partito nazionale: «È un puro isterismo del governo, essere messi al bando non ci preoccupa», ha reagito Jiri Gaudin del Pn: «Vogliamo che sia eliminata la discriminazione positiva, i contributi sociali, e che questa gente sia costretta a lavorare». A suo dire, la «soluzione finale» vuol dire «il rimpatrio dei rom nel loro paese d'origine» ovvero: «In India». Nella Repubblica ceca negli ultimi tempi aumentano le aggressioni contro i rom da parte di estremisti del Partito nazionale (Ns) e del Partito operaio (Ds, pure di destra). Un mese fa, sconosciuti avevano lanciato bottiglie incendiarie in una casa rom a Vitkov, al nord, causando ustioni gravi a una bambina di due anni.

l'unita.it 21 maggio 2009

Il leader radicale: "Napolitano ha difeso i cittadini, non me"

di SILVIO BUZZANCA

ROMA - Marco Pannella ha sospeso lo sciopero della sete che aveva iniziato quasi sette giorni contro "la censura che l'informazione opera nei confronti delle lista Bonino Pannella". Il leader radicale ha infatti bevuto un succo di frutta ieri pomeriggio in un bar vicino alla sede del partito. Una decisione arrivata dopo che ieri i radicali hanno registrato alcune novità positive. In primo luogo ieri mattina Annozero, preso atto degli appelli di Giorgio Napolitano e Gianfranco Fini a favore di Pannella, lo aveva invitato a partecipare alla puntata di ieri sera al posto di Emma Bonino. Puntata dove il leader radicale è apparso combattivo, ma nonostante il succo di frutta, provato, fisicamente assai debilitato. Sull'intervento di Napolitano, Pannella ha voluto precisare che "il presidente della Repubblica ha difeso tutti i cittadini, non solo me". Ma la notizia che più di altre ha convinto Pannella a bere è stata la secca presa di posizione di Sergio Zavoli. Il presidente della Commissione di Vigilanza ha infatti scritto ai vertici Rai: "Non rimarrò al mio posto se non sarà tempestivamente risolta la questione con cui Marco Pannella, leader storico dei radicali, attraverso la cosa pubblica interpella lo spirito democratico del Paese". Zavoli parte dal caso Pannella, ma invita i dirigenti di Viale Mazzini a tenere conto delle proteste di tutti gli altri partiti che, "penalizzati dal mancato rispetto del regolamento riguardante le prossime elezioni Europee, sollecitano misure riparatrici". Mauro Masi e Paolo Garimberti hanno fatto subito sapere che, dopo Annozero, "sono state date indicazioni alle strutture editoriali per definire con il leader storico dei radicali la sua presenza in altri programmi". Quanto basta a Pannella per brindare con il succo di frutta e ringraziare "gli amici compagni" Vasco Rossi - ha rinnovato la tessera radicale per il ventitreesimo anno - e Marco Bellocchio pronto a votare la lista Bonino-Pannella. L'invito di Zavoli non si limita però alle battaglie radicali. Rilancia anche il problema del pluralismo dell'informazione radiotelevisiva. "La spaccatura del Cda Rai, non solo da me fortemente temuta e nei limiti delle mie responsabilità quasi annunciata - scrive infatti Zavoli - rischia di ridurre l'efficacia e il vincolo dell'indirizzo espresso dalla commissione parlamentare di Vigilanza. Occorre ristabilire subito gli equilibri nel vertice Rai, specie ora che si affacciano adempimenti non meno delicati e gravosi". Parole che riaccendono il dibattito su nomine e pluralismo dell'informazione. Quelle nomine, dice Massimo D'Alema, "sono la dimostrazione di una vasta concentrazione di potere nelle mani di un uomo solo: Berlusconi". "Al banchetto delle nomine Rai noi dell'Idv non partecipiamo", attacca Antonio Di Pietro. E Fnsi e Usigrai vedono inascoltato l'appello di Zavoli. Quelle scelte, dicono i sindacati, rendono "ancora più scuro il quadro dell'autonomia dell'informazione in Italia". Per questo manifesteranno il 28 maggio.

La Repubblica (22 maggio 2009)

Gentile Arcivescovo ...

la Signora Maria Elena Luigia [giovedì 21 maggio 2009 - ore 18:05] sul sito dell'Associazione Sardegna Democratica ha postato un commento [52], che condividiamo e proponiamo:

M.LUIGIA
Ho recapitato a Monsignor Mani e al Portico la seguente lettera agli indirizzi indicati:

settimanaleilportico@libero.it
arcivescovomani@diocesidicagliari.it

Gentile Arcivescovo,
le scrivo per chiederLe se la gravissima situazione che la Sardegna sta quotidianamente vivendo non sia oggetto di interesse per Lei e la Chiesa sarda.
La Sardegna retrocede ogni giorno, divenendo uno spettro, una terra in mano a conquistatori senza scrupoli.
Tra questi ci sono gli amici della Chiesa sarda e questo è scandaloso.
Un Premier "amico" che le cronache ci presentano dedito ai vizi personali non desta il benchè minimo cenno di dissenso, di critica, di riserva. La Sardegna gli è stata consegnata, la Sardegna è al guinzaglio di poteri forti e senza scrupoli: abbiamo letto su qualche giornale l'impostazione massonico-mediatica della giunta.
Mi chiedo, Le chiedo: e Lei, Monsignore, dinanzi a questo saccheggio perchè non leva forte e chiara la sua voce tonante? Perchè non esercita un richiamo all'indirizzo di chi tratta i sardi come servi? Perchè? Il silenzio è il comportamento peggiore con cui ripagare i sardi che l'hanno accolta ovunque, con ospitalità e devozione.
I media tacciono. Le notizie sono scomparse. Il saccheggio si compie a beneficio di pochi nel più scandaloso, anticristiano silenzio. Non una voce. Non un sussulto. Ci avviamo verso la fine, si salveranno i poteri forti tra cui la Chiesa, ma la ferita che si è aperta tra la Chiesa sarda da lei retta e tutti noi è dolorosa.

Un saluto,
Maria Elena Luigia

http://www.altravoce.net/2009/05/21/waterloo.htm

mercoledì 20 maggio 2009

Infotainment a fini elettorali, lo schema si ripete. I modelli di comunicazione che condizionalo le scelte degli elettori

“L’età della televisione ha portato indietro l’orologio dell’apprendimento umano, quando gran parte dell’apprendimento era basato su ciò che l’occhio poteva osservare direttamente. La televisione concretizza gli eventi che presto o tardi si realizzano…”. Questo è l'incipit di un articolo in cui Doris Graber – politologa dell’Università di Chicago - ragiona su come la visualizzazione contribuisca alla formazione di modelli di apprendimento facilmente riconoscibili. E' a partire da queste considerazioni iniziali che vorrei provare a ragionare su alcune dinamiche che ho avuto modo di osservare nel corso dell’ultima campagna elettorale in Sardegna. Con la crisi dei partiti di massa anche nel nostro paese la comunicazione politica è venuta a ricoprire una rilevanza sempre più netta. Il modello della campagna permanente si è stabilizzato nella politica italiana, così pure nel nostro paese si assiste all’estensione delle tecniche di propaganda elettorale anche al di fuori delle fasi di competizione. Queste accentuano un modello di informazione politica fondata su un contraddittorio quotidiano di opinioni di esponenti della maggioranza e dell'opposizione. Si salva la forma nel mantenimento della par condicio ma al telespettatore sfugge il senso compiuto della notizia ridotta ad una frammentazione di battute. Secondo diversi osservatori il sistema informativo televisivo italiano è più di altri caratterizzato dalla frammentazione dell'informazione, i format dei tg ricalcano tutti il medesimo schema, breve notizia seguita dalle battute prima degli esponenti della maggioranza poi dell'opposizione. Quale effetto produce in chi ascolta? E' risaputo che gli effetti variano secondo il grado di istruzione, di cultura politica e di conoscenza del problema in oggetto. Se sono un ascoltatore poco informato il mio grado di apprendimento – nel senso di crescita di conoscenze – sarà assai limitato. Conoscerò in modo approssimato il tema in oggetto, o non lo conoscerò affatto, saprò che Tizio della maggioranza è favorevole e che Caio dell'opposizione è contrario. Ecco un esempio di ciò che Doris Graber chiama il passo indietro dell'apprendimento umano. Cittadini meno informati nella sostanza sui temi in discussione ma più consapevoli di ciò che pensano gli schieramenti politici. Secondo Sydney Blumenthal, che per primo concettualizza le campagne permanenti, queste avrebbero una seconda finalità, quella di creare consenso intorno alle politiche governative. Per fare ciò è necessario che si realizzi uno stretto legame tra media e politica, è ciò che viene chiamato il news management il rapporto simbiotico tra media e politica. E’ la ragione per cui i media sono così rilevanti nella vita politica, oggi la legittimazione dell'azione politica passa attraverso questo strumento. Il controllo del news management mira a consolidare l’immagine dei leaders, grandi eventi, catastrofi naturali, viaggi all’estero etc. rappresentano palcoscenici d’eccellenza da cui l’immagine positiva del leader trae grandi vantaggi. Mi dilungo intenzionalmente su questi aspetti perché spesso sono trascurati, soprattutto dal centrosinistra che li reputa marginali, attribuendogli connotazioni berlusconiane. Ritengo che non si sia riflettuto abbastanza sugli effetti di socializzazione politica, e quindi della costruzione di schemi significativi di riconoscimento culturale, prodotti dai media televisivi negli ultimi 20 anni nel nostro paese. Che relazione c'è tra questi e le scelte politiche degli elettori? Le competizioni elettorali, anche a scala locale, sono fortemente influenzate da questi modelli di comunicazione. E’ noto come da lungo tempo la Sardegna rappresenti un terreno di sperimentazione politica in cui si misurano, con un certo anticipo, cambiamenti nell’arena politica nazionale. Anche questa tornata elettorale è stata fruttuosa di novità, circoscritte, in particolare, alle forme della comunicazione politica. L’infotainment è un termine coniato negli USA, esso è frutto della mescolanza dei termini information ed entertainment. Riguarda nello specifico la creazione di un genere, o meglio di un format, televisivo in cui l’informazione è incorniciata dentro un prodotto televisivo concepito per l’intrattenimento. L’informazione politica esce dai format tradizionali e si fa più leggera. E’ dentro questo format che si rafforzano secondo la politologa Donatella Campus non tanto le idee politiche del candidato quanto l’impressione positiva del suo carattere. A fronte di un elettorato segmentato, generalmente poco informato sono soprattutto i telespettatori non politicizzati ad essere maggiormente esposti a questa forma di comunicazione, i contenuti politici sono semplificati e dunque ampiamente comprensibili per questo genere di pubblico. La comunicazione politica della coalizione Cappellacci Presidente, frutto di una attenta strategia di marketing, ha esteso il modello infotainment agli incontri elettorali. Nel corso della campagna elettorale ha affinato uno schema che verrà poi adottato per l'evento costitutivo del PdL. Il modello tradizionale di comizio cambia del tutto il suo registro. Alla preparazione dello spazio è dedicata una cura certosina. Il modello del palco è un perfezionamento dello stile adottato nella campagna delle politiche del 2008. Un enorme palco addobbato da un uniforme sfondo bianco con il simbolo Silvio Berlusconi Presidente di lato a destra e sotto Ugo Cappellacci Presidente a caratteri più grandi in Bluette. Un podio, anch’esso bianco dove sono riportati ancora il simbolo ed il nome del candidato, questa volta nell’ordine inverso, in alto il nome del candidato ed in basso il simbolo. Su questa scenografia saliranno soltanto i due protagonisti principali, Silvio Berlusconi ed Ugo Cappellacci, dapprima insieme, poi in alternanza da soli, per chiudere l'evento ancora insieme. Le decorazioni degli spazi in cui si terranno gli eventi di apertura e di chiusura della campagna regionale sono i colori del rosso e del blu, ripresi tono su tono anche per moquette e sedie nell'incontro di apertura. Lo spazio è suddiviso per sezioni, a ridosso del palco vi è l'area riservata agli ospiti d'onore, i rappresentanti della coalizione, gli eurodeputati, i parlamentari, i consiglieri regionali uscenti, i dirigenti di partito, i candidati del listino, gli amministratori locali. L'area è vigilata da una security privata. Impossibile accedervi. A ridosso dell'area riservata è collocato il palco per le telecamere delle dirette Tv, una quindicina di telecamere. Nell'attesa dell'arrivo dei protagonisti la regia di tanto in tanto fa prove di sventolio delle bandiere, aggiusta l'angolo di ripresa delle telecamere, si assicura della giusta concentrazione delle bandiere. Niente è lasciato al caso. Ai lati della sala sono posti i megaschermi dai quali in alternanza vengono mandati in onda i video di Azzurra Italia, di Meno male che Silvio c'è e lo spot La Sardegna torna a sorridere. I volumi sono molto elevati, creano un clima da discoteca, si fa molta fatica a parlare e farsi sentire. La musica accompagna l’atmosfera di crescente tensione emotiva, l’essere partecipi di un evento importante, si canta seguendo i sottotitoli dei video, le canzoni sono molto orecchiabili, anche i più distratti dopo un po' ripetono il leit motiv di Azzurra Italia e di Meno male che Silvio c'è. In sala ci sono dei veri propri fan, qualcuno porta una copia consunta del volume Storia di un italiano inviato a tutti gli elettori nel 2001. Nell'evento di apertura l'emozione è visibile nei visi di molti, per altri, soprattutto per alcune signore, ha più un sapore di mondanità, è l'occasione per sfoggiare i capi speciali e gli accessori unici del guardaroba. Un giorno davvero speciale. Indimenticabile. Nella giornata di chiusura al Palazzetto dello Sport, la separazione tra parquet di gioco e spalti crea una naturale separazione tra l'area riservata ed il pubblico dei sostenitori. L'allegra confusione della giornata di apertura è irreggimentata dal filtro della polizia schierata ai cancelli di ingresso. Si temono le proteste studentesche che, come in tutti gli eventi, riusciranno a superare ogni controllo. Un'ala di giovanissime alla porta d'ingresso distribuisce materiale elettorale e bandiere. In buon ordine i partecipanti prendono posto sugli spalti, l'ingresso al piano terra è riservato alla stampa ed agli ospiti. L'emozione della giornata di apertura sembra scomparsa. La stessa scenografia è lievemente modificata, nel parterre degli ospiti l'ala destra e l'ala sinistra è riservata a gruppi di giovani in maglietta azzurra, i maschi alla sinistra dell'oratore e le femmine alla destra. Una piccola variante rispetto all'evento di chiusura della campagna elettorale delle politiche 2008 in cui i giovani seduti in ordine sparso sulle gradinate della Basilica di Bonaria incorniciavano il palco ed inscenavano la hola al canto di Meno male che Silvio c'è. Come prevedono i manuali di marketing elettorale il linguaggio politico è semplificato, i programmi sono tradotti in slogans e simboli riconducibili alla leadership. Si fanno molte battute, in alcuni passaggi assume toni cabarettistici, si crea un clima disteso, si ribadisce spesso l'importanza di sorridere e di essere ottimisti, “non ho mai visto un pessimista arrivare a fare alcunché di buono” (seguono applausi), dice Berlusconi nelle battute di avvio. Il successo elettorale dipende dalla capacità di ispirare sentimenti positivi, sorridere è d'obbligo e gioco forza attaccare l'antagonista politico verso il quali si alternano toni di critica politica a toni di critica personale (non sorride mai, non guarda mai in faccia). Gli accenti da infontainment accompagnano la presentazione del candidato alla presidenza argomentando i motivi della scelta “Ciò che ha determinato la scelta di Ugo, lo chiamo così perché lo conosco Ugo. Conoscevo il suo papà, mi ha fatto piacere conoscere poi la sua bellissima famiglia con le sue due bambine ed il suo ragazzo, e vi dico questo è uno dei motivi principali per cui Ugo si è preoccupato, far crescere i propri figli, farà bene per loro, facendo bene per tutti i figli della Sardegna” (seguono applausi). Parole semplici, è la forza persuasiva del linguaggio dell'infotainment. E’ comprensibile. Si entra in sintonia, si riconosce il linguaggio delle Maria de Filippi, delle Piazzette, dei tanti format televisivi che da Mediaset sono transitati nei palinsesti Rai ed hanno progressivamente trasformato i contenuti ed i linguaggi anche dei media pubblici. E' un linguaggio nel quale ci si riconosce facilmente, dove i messaggi semplificati e spesso semplicistici, altre volte triviali veicolano trasformazioni profonde del sentire comune dell'audience. E’ l'aggancio per condividere un progetto comune, di cui in realtà la gran parte ignora gli effettivi contorni. Non sempre“la televisione realizza eventi che presto o tardi si realizzano”. Come il bel sogno di Chi vuol esser milionario, molti partecipanti sono lì consapevoli di condividere un sogno, è l’emozione che molti provano, l’ottimismo il tornare a sorridere perché si promette la soluzione per il contratto del ciclo del cloro, la salvaguardia di 1100 occupati e di 800 addetti negli appalti. Un bel sogno che si realizza. Ma che si infrange poco dopo nell’amaro risveglio delle promesse presto svanite.
06 maggio 2009