sabato 30 maggio 2009
Caro Renato....
Commento postato sul sito di Sardegna Democratica con il Nr. 143., [sabato 30 maggio 2009 - ore 00:35] e, condividendolo, ve lo proponiamo.
francesco porcu
Caro Renato....avrei tanto voluto poterti chiamare ancora "caro Presidente" perchè, lo sai, sei stato il nostro vero Presidente....
E' un momento particolare, strano, dove ancora siamo in tanti, troppi, un pò spaesati, un pò orfani.
Dopo una stagione esaltante dove la Politica era quella che le persone semplice potevano condividere,capire senza doverla tradurre perchè era leggibile, semplice, senza compromessi.
Oggi un pò in salita, dobbiamo fare i conti con la realtà: un Paese in difficoltà, una politica di basso livello, poche idee ma molto confuse.
Dobbiamo ritrovare le strada e il cammino che era stato tracciato e che i Partiti non hanno voluto.
Non scrivevo da molto in questo spazio: anch'io ho dovuto "serenare".
Ho riflettuto molto sul perchè oggi in Italia c'è Silvio e in Sardegna c'è Ugo: danno la strada più semplice, meno impegnativa, quella che non richiede impegno ma solo sottomissione.
Quella che, da sempre, la politica vuole dalle persone: la nostra era una proposta più impegnativa:molto più faticosa.
Ma, in realtà era ed è la sola che in famiglia pratichiamo per il bene dei nostri figli, ed alla lunga la sola che li possa garantire il bene più prezioso:quello di essere liberi.
Riprendi, quando vorrai, da dove hai lasciato:non vedo altre strade per dare alla Sardegna un futuro degno di questo nome.
a presto
francesco
francesco porcu
Caro Renato....avrei tanto voluto poterti chiamare ancora "caro Presidente" perchè, lo sai, sei stato il nostro vero Presidente....
E' un momento particolare, strano, dove ancora siamo in tanti, troppi, un pò spaesati, un pò orfani.
Dopo una stagione esaltante dove la Politica era quella che le persone semplice potevano condividere,capire senza doverla tradurre perchè era leggibile, semplice, senza compromessi.
Oggi un pò in salita, dobbiamo fare i conti con la realtà: un Paese in difficoltà, una politica di basso livello, poche idee ma molto confuse.
Dobbiamo ritrovare le strada e il cammino che era stato tracciato e che i Partiti non hanno voluto.
Non scrivevo da molto in questo spazio: anch'io ho dovuto "serenare".
Ho riflettuto molto sul perchè oggi in Italia c'è Silvio e in Sardegna c'è Ugo: danno la strada più semplice, meno impegnativa, quella che non richiede impegno ma solo sottomissione.
Quella che, da sempre, la politica vuole dalle persone: la nostra era una proposta più impegnativa:molto più faticosa.
Ma, in realtà era ed è la sola che in famiglia pratichiamo per il bene dei nostri figli, ed alla lunga la sola che li possa garantire il bene più prezioso:quello di essere liberi.
Riprendi, quando vorrai, da dove hai lasciato:non vedo altre strade per dare alla Sardegna un futuro degno di questo nome.
a presto
francesco
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