venerdì 22 maggio 2009

Corsa contro il tempo

22 maggio - L'Unità
L’imitazione che Silvio Berlusconi fa di Benito Mussolini (la mandibola, il braccio, il tono, le parole) è talmente grottesca che sembra fatta apposta: fatta per farci parlare d’altro. Un diversivo. Sbaglierò, ma credo che la vera spina nel fianco del presidente del Consiglio siano le parole di sua moglie Veronica (“è malato, frequenta le minorenni, insegue lo spirito di Napoleone”). Credo che le spudorate menzogne che ha raccontato sulla reale natura del suo rapporto con Noemi Letizia lo preoccupino assai più delle motivazioni della sentenza Mills. Credo che ieri mattina si sia innervosito molto di più alla lettura di Massimo Giannini (Noemi al suo fianco senza genitori a una cena di gala, il 19 novembre scorso dunque prima del compleanno che allontana ipotesi di reato ma non di indecenza, illustri testimoni confermano) piuttosto che alle parole di costituzionalisti e opposizione in allarme per ulteriori possibili aggiustamenti del lodo Alfano. Credo che sul fronte giudiziario sia già abbondantemente attrezzato e continui ad attrezzarsi per non dover mai rispondere dei suoi reati in un’aula. Ha fatto bene i conti dei tempi della politica e della giustizia e c’è uno stuolo di gente che lavora a che non si sovrappongano mai. Penso che anzi parlare di “giustizia ad orologeria” quando l’unica precisione cronometrica è quella con cui si sottrae ai giudizi gli risulti più facile e gli sembri elettoralmente più efficace che spiegare come mai se in Campania si arresta un camorrista di nome Letizia le forze dell’ordine e le agenzie di stampa - non richieste di alcuna spiegazione da nessuno - si premurino di specificare che si tratta solo di omonimia. Leggete Enrico Fierro. La stampa della destra ci parla di possibili complotti internazionali, schiera Obama contro Noemi e contro le nefaste conseguenze dell’amore. Incredibile, no? Invece accade, e accade che delle accuse di Veronica come della relazione con una ragazzina, della montagna di ingiurie da cui è stata sepolta la moglie e dalla cortina di ferro con cui si protegge la vera storia dei Letizia non parli più nessuno. Noemi è già una star pronta per il cinema, serve - ve lo raccontiamo - a pubblicizzare il “Camorra live show”. La tv e quasi tutti i giornali sono il megafono della Voce del Padrone, le nomine Rai decise nel salotto di casa. I rotocalchi di famiglia fanno il resto. Al presidente di Confindustria il Premier si rivolge dicendole che è bella come una velina. Altro materiale per le copertine delle prossime settimane: il confronto Marcegaglia-Yespica. Si preferiscono foto di spalle. Che Fini debba difendere il Parlamento può sembrare effettivamente un paradosso. Che fosse un bivacco di manipoli l’aveva detto un suo predecessore. E però anche Fini è in campagna elettorale. Per il suo partito e per se stesso. Su qualcuno di affidabile la metà del paese che vota a destra dovrà pur guardare, se e quando si stancherà di fasti imperiali con cene di Trimalcione e successivi lavacri a Porta a Porta. Sempre che se ne stanchi, certo. Perché Berlusconi pensa di fare a meno del Parlamento, di An e della Lega: pensa di fare da solo. È una corsa contro il tempo: quello che servirà agli italiani a capire. Napoleone è intento a distrarli, uno show mai visto prima. Buon divertimento, è gratis. Accomodatevi.

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