mercoledì 20 maggio 2009
Infotainment a fini elettorali, lo schema si ripete. I modelli di comunicazione che condizionalo le scelte degli elettori
“L’età della televisione ha portato indietro l’orologio dell’apprendimento umano, quando gran parte dell’apprendimento era basato su ciò che l’occhio poteva osservare direttamente. La televisione concretizza gli eventi che presto o tardi si realizzano…”. Questo è l'incipit di un articolo in cui Doris Graber – politologa dell’Università di Chicago - ragiona su come la visualizzazione contribuisca alla formazione di modelli di apprendimento facilmente riconoscibili. E' a partire da queste considerazioni iniziali che vorrei provare a ragionare su alcune dinamiche che ho avuto modo di osservare nel corso dell’ultima campagna elettorale in Sardegna. Con la crisi dei partiti di massa anche nel nostro paese la comunicazione politica è venuta a ricoprire una rilevanza sempre più netta. Il modello della campagna permanente si è stabilizzato nella politica italiana, così pure nel nostro paese si assiste all’estensione delle tecniche di propaganda elettorale anche al di fuori delle fasi di competizione. Queste accentuano un modello di informazione politica fondata su un contraddittorio quotidiano di opinioni di esponenti della maggioranza e dell'opposizione. Si salva la forma nel mantenimento della par condicio ma al telespettatore sfugge il senso compiuto della notizia ridotta ad una frammentazione di battute. Secondo diversi osservatori il sistema informativo televisivo italiano è più di altri caratterizzato dalla frammentazione dell'informazione, i format dei tg ricalcano tutti il medesimo schema, breve notizia seguita dalle battute prima degli esponenti della maggioranza poi dell'opposizione. Quale effetto produce in chi ascolta? E' risaputo che gli effetti variano secondo il grado di istruzione, di cultura politica e di conoscenza del problema in oggetto. Se sono un ascoltatore poco informato il mio grado di apprendimento – nel senso di crescita di conoscenze – sarà assai limitato. Conoscerò in modo approssimato il tema in oggetto, o non lo conoscerò affatto, saprò che Tizio della maggioranza è favorevole e che Caio dell'opposizione è contrario. Ecco un esempio di ciò che Doris Graber chiama il passo indietro dell'apprendimento umano. Cittadini meno informati nella sostanza sui temi in discussione ma più consapevoli di ciò che pensano gli schieramenti politici. Secondo Sydney Blumenthal, che per primo concettualizza le campagne permanenti, queste avrebbero una seconda finalità, quella di creare consenso intorno alle politiche governative. Per fare ciò è necessario che si realizzi uno stretto legame tra media e politica, è ciò che viene chiamato il news management il rapporto simbiotico tra media e politica. E’ la ragione per cui i media sono così rilevanti nella vita politica, oggi la legittimazione dell'azione politica passa attraverso questo strumento. Il controllo del news management mira a consolidare l’immagine dei leaders, grandi eventi, catastrofi naturali, viaggi all’estero etc. rappresentano palcoscenici d’eccellenza da cui l’immagine positiva del leader trae grandi vantaggi. Mi dilungo intenzionalmente su questi aspetti perché spesso sono trascurati, soprattutto dal centrosinistra che li reputa marginali, attribuendogli connotazioni berlusconiane. Ritengo che non si sia riflettuto abbastanza sugli effetti di socializzazione politica, e quindi della costruzione di schemi significativi di riconoscimento culturale, prodotti dai media televisivi negli ultimi 20 anni nel nostro paese. Che relazione c'è tra questi e le scelte politiche degli elettori? Le competizioni elettorali, anche a scala locale, sono fortemente influenzate da questi modelli di comunicazione. E’ noto come da lungo tempo la Sardegna rappresenti un terreno di sperimentazione politica in cui si misurano, con un certo anticipo, cambiamenti nell’arena politica nazionale. Anche questa tornata elettorale è stata fruttuosa di novità, circoscritte, in particolare, alle forme della comunicazione politica. L’infotainment è un termine coniato negli USA, esso è frutto della mescolanza dei termini information ed entertainment. Riguarda nello specifico la creazione di un genere, o meglio di un format, televisivo in cui l’informazione è incorniciata dentro un prodotto televisivo concepito per l’intrattenimento. L’informazione politica esce dai format tradizionali e si fa più leggera. E’ dentro questo format che si rafforzano secondo la politologa Donatella Campus non tanto le idee politiche del candidato quanto l’impressione positiva del suo carattere. A fronte di un elettorato segmentato, generalmente poco informato sono soprattutto i telespettatori non politicizzati ad essere maggiormente esposti a questa forma di comunicazione, i contenuti politici sono semplificati e dunque ampiamente comprensibili per questo genere di pubblico. La comunicazione politica della coalizione Cappellacci Presidente, frutto di una attenta strategia di marketing, ha esteso il modello infotainment agli incontri elettorali. Nel corso della campagna elettorale ha affinato uno schema che verrà poi adottato per l'evento costitutivo del PdL. Il modello tradizionale di comizio cambia del tutto il suo registro. Alla preparazione dello spazio è dedicata una cura certosina. Il modello del palco è un perfezionamento dello stile adottato nella campagna delle politiche del 2008. Un enorme palco addobbato da un uniforme sfondo bianco con il simbolo Silvio Berlusconi Presidente di lato a destra e sotto Ugo Cappellacci Presidente a caratteri più grandi in Bluette. Un podio, anch’esso bianco dove sono riportati ancora il simbolo ed il nome del candidato, questa volta nell’ordine inverso, in alto il nome del candidato ed in basso il simbolo. Su questa scenografia saliranno soltanto i due protagonisti principali, Silvio Berlusconi ed Ugo Cappellacci, dapprima insieme, poi in alternanza da soli, per chiudere l'evento ancora insieme. Le decorazioni degli spazi in cui si terranno gli eventi di apertura e di chiusura della campagna regionale sono i colori del rosso e del blu, ripresi tono su tono anche per moquette e sedie nell'incontro di apertura. Lo spazio è suddiviso per sezioni, a ridosso del palco vi è l'area riservata agli ospiti d'onore, i rappresentanti della coalizione, gli eurodeputati, i parlamentari, i consiglieri regionali uscenti, i dirigenti di partito, i candidati del listino, gli amministratori locali. L'area è vigilata da una security privata. Impossibile accedervi. A ridosso dell'area riservata è collocato il palco per le telecamere delle dirette Tv, una quindicina di telecamere. Nell'attesa dell'arrivo dei protagonisti la regia di tanto in tanto fa prove di sventolio delle bandiere, aggiusta l'angolo di ripresa delle telecamere, si assicura della giusta concentrazione delle bandiere. Niente è lasciato al caso. Ai lati della sala sono posti i megaschermi dai quali in alternanza vengono mandati in onda i video di Azzurra Italia, di Meno male che Silvio c'è e lo spot La Sardegna torna a sorridere. I volumi sono molto elevati, creano un clima da discoteca, si fa molta fatica a parlare e farsi sentire. La musica accompagna l’atmosfera di crescente tensione emotiva, l’essere partecipi di un evento importante, si canta seguendo i sottotitoli dei video, le canzoni sono molto orecchiabili, anche i più distratti dopo un po' ripetono il leit motiv di Azzurra Italia e di Meno male che Silvio c'è. In sala ci sono dei veri propri fan, qualcuno porta una copia consunta del volume Storia di un italiano inviato a tutti gli elettori nel 2001. Nell'evento di apertura l'emozione è visibile nei visi di molti, per altri, soprattutto per alcune signore, ha più un sapore di mondanità, è l'occasione per sfoggiare i capi speciali e gli accessori unici del guardaroba. Un giorno davvero speciale. Indimenticabile. Nella giornata di chiusura al Palazzetto dello Sport, la separazione tra parquet di gioco e spalti crea una naturale separazione tra l'area riservata ed il pubblico dei sostenitori. L'allegra confusione della giornata di apertura è irreggimentata dal filtro della polizia schierata ai cancelli di ingresso. Si temono le proteste studentesche che, come in tutti gli eventi, riusciranno a superare ogni controllo. Un'ala di giovanissime alla porta d'ingresso distribuisce materiale elettorale e bandiere. In buon ordine i partecipanti prendono posto sugli spalti, l'ingresso al piano terra è riservato alla stampa ed agli ospiti. L'emozione della giornata di apertura sembra scomparsa. La stessa scenografia è lievemente modificata, nel parterre degli ospiti l'ala destra e l'ala sinistra è riservata a gruppi di giovani in maglietta azzurra, i maschi alla sinistra dell'oratore e le femmine alla destra. Una piccola variante rispetto all'evento di chiusura della campagna elettorale delle politiche 2008 in cui i giovani seduti in ordine sparso sulle gradinate della Basilica di Bonaria incorniciavano il palco ed inscenavano la hola al canto di Meno male che Silvio c'è. Come prevedono i manuali di marketing elettorale il linguaggio politico è semplificato, i programmi sono tradotti in slogans e simboli riconducibili alla leadership. Si fanno molte battute, in alcuni passaggi assume toni cabarettistici, si crea un clima disteso, si ribadisce spesso l'importanza di sorridere e di essere ottimisti, “non ho mai visto un pessimista arrivare a fare alcunché di buono” (seguono applausi), dice Berlusconi nelle battute di avvio. Il successo elettorale dipende dalla capacità di ispirare sentimenti positivi, sorridere è d'obbligo e gioco forza attaccare l'antagonista politico verso il quali si alternano toni di critica politica a toni di critica personale (non sorride mai, non guarda mai in faccia). Gli accenti da infontainment accompagnano la presentazione del candidato alla presidenza argomentando i motivi della scelta “Ciò che ha determinato la scelta di Ugo, lo chiamo così perché lo conosco Ugo. Conoscevo il suo papà, mi ha fatto piacere conoscere poi la sua bellissima famiglia con le sue due bambine ed il suo ragazzo, e vi dico questo è uno dei motivi principali per cui Ugo si è preoccupato, far crescere i propri figli, farà bene per loro, facendo bene per tutti i figli della Sardegna” (seguono applausi). Parole semplici, è la forza persuasiva del linguaggio dell'infotainment. E’ comprensibile. Si entra in sintonia, si riconosce il linguaggio delle Maria de Filippi, delle Piazzette, dei tanti format televisivi che da Mediaset sono transitati nei palinsesti Rai ed hanno progressivamente trasformato i contenuti ed i linguaggi anche dei media pubblici. E' un linguaggio nel quale ci si riconosce facilmente, dove i messaggi semplificati e spesso semplicistici, altre volte triviali veicolano trasformazioni profonde del sentire comune dell'audience. E’ l'aggancio per condividere un progetto comune, di cui in realtà la gran parte ignora gli effettivi contorni. Non sempre“la televisione realizza eventi che presto o tardi si realizzano”. Come il bel sogno di Chi vuol esser milionario, molti partecipanti sono lì consapevoli di condividere un sogno, è l’emozione che molti provano, l’ottimismo il tornare a sorridere perché si promette la soluzione per il contratto del ciclo del cloro, la salvaguardia di 1100 occupati e di 800 addetti negli appalti. Un bel sogno che si realizza. Ma che si infrange poco dopo nell’amaro risveglio delle promesse presto svanite.
06 maggio 2009
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