sabato 23 maggio 2009

MOMENTO CRITICO? ... Proposta di riflessione del Blog

Noemi-gate in Papilandia: s'ingrossa un greve affaire di Stato, tv e giornali l'oscurano. Emergenza democratica: Informazione intimidita, imbavagliata

Ne parlano ben più diffusamente i giornali e le televisioni straniere. In Italia ci sono rimasti due-tre quotidiani (silenzio-stampa di tutti gli altri: nazionali e locali, a cominciare da L'Unione Sarda), schermi oscurati su tutte le tv: Rai e ancor più Mediaset, ora anche Sky. È un'autocensura imponente, quasi incredibile, rivelatrice e allarmante. Un'informazione intimidita che rimuove dalle sue cronache tutto quel che può non piacere al potere dominante, ovvero Berlusconi, benché di grande interesse per i lettori.E non certo per titillarne pruriginosità da gossip. Informazione imbavagliata e sotto schiaffo significa puramente democrazia malata e a rischio: un fatto tutto e solo politico. Un'emergenza che attiene pesantemente alla sfera pubblica e politica, travalica aspetti privati, peraltro gettati in pasto all'opinione dei cittadini dagli stessi protagonisti.
La Lolita napoletana al centro del centro del pranzo di Stato col premier, ministri e industriali
Il riferimento è agli sviluppi, davvero clamorosi e sconcertanti, del suo rapporto con Noemi Letizia. Èl'ormai famosa ragazzina-ninfetta-Lolita napoletana che lo frequenta in varie residenze (parole sue) da quando era largamente minorenne. Lo chiama “Papi” e lo ha avuto come ospite annunciatissimo (previa bonifica e controllo, il giorno prima, dei locali da parte dei servizi di sicurezza di palazzo Chigi) alla festa di compleanno di Casoria. Degli aspetti eventualmente sentimentali, di costume e fors'anche da codice penale, continua ad importarci meno di niente. Sono largamente trattati dai periodici di gossip e celebrati come eventi regali per magnificare il “Papi” trombeur de femmes, eterno seduttore cui tutto è permesso e dovuto.
Ma negli ultimi giorni sono emersi fatti documentati e immagini che spazzano via la dimensione privata della bulimia per veline&velone&ministre del Cavaliere. Mettono a nudo la temeraria esposizione della minorenne in eventi governativi e in sedi di Stato e private. Confermano che Berlusconi ha mentito agli italiani e agli stranieri via tv e giornali. Ma si rifiuta di rispondere alle domande che gli ha posto “La Repubblica” (e anche grandi giornali stranieri) perché dovrebbe ammettere quel che ha negato: ora anche Casini, sempre rispettoso degli affari privati altrui, gli chiede di chiarire.
Quella minorenne esibita anche alla festa del “Milan”, pupilla del premier con 56 anni in meno: da quando?
Molto obbiettano che a occuparsi di queste vicende si favoriscono i successi elettorali di Berlusconi: meglio astenersi, bavaglio e silenzio. Ovvero la negazione della funzione democratica dell'informazione, che sta mandando segnali inquietanti della sudditanza al premier. Minaccia, scomunica e insulta tutti: giudici, Parlamento, opposizioni, informazione. Basti pensare che a quattro giorni dalle motivazioni della sentenza sul caso Mills, nelle quali è scritto che Berlusconi ha corrotto il suo avvocato per ottenere l'impunità poi imposta per sé con il lodo Alfano, il Corriere della Sera, primo giornale italiano, non ha voluto o potuto offrire un qualsivoglia commento, pro contro o neutro, su una vicenda enorme, di rilevanza tale da essere giudicata con grande clamore e severità in tutto il mondo. Ma il primo quotidiano italiano, come mai accaduto in passato, si astiene dal valutarla attraverso lo stuolo di suoi prestigiosi giornalisti ed editorialisti. È una drammatica testimonianza di autocensura dovuta ai condizionamenti pesanti che la multiforme proprietà, ormai in gran parte referente di Berlusconi, impone a un grande, storico quotidiano. Non c'è mai alcun fine strumentale che giustifichi la rinuncia ai mezzi necessari a tutelare la dignità delle istituzioni e della stessa democrazia. Siamo appunto in questo campo.
Noemi “statalizzata” come moglie mentre Silvio privatizza gli affari pubblici nelle sue residenze
Davanti alla gravità di questa situazione, la coscienza civile di chiunque non l'abbia messa in freezer deve esprimersi non per spirito di fazione ma in difesa di quel che resta della nostra democrazia. Un compito irrecusabile: anche se in minoranza e se gonfiasse a dismisura i voti del premier. Quali sono gli ultimi sviluppi che fanno del caso un “Noemi-gate”, un affaire politico oscurato scandalosamente nella “Papilandia” in cui Berlusconi ha ridotto l'Italia-bordello della mignottocrazia? Primo. “La Repubblica” rivela e documenta che il 19 novembre scorso Noemi Letizia, largamente minorenne (a proposito: vedeva Berlusconi che gli inviava i regali di compleanno da quando aveva 16 anni, se il calendario non è un'opinione), troneggiava nel tavolo d'onore (otto persone) a un pranzo di governo con Berlusconi, quattro tra i ministri più importanti e il fior fiore degli industriali e stilisti della moda. Il tutto a villa Madama, prestigiosa residenza di Stato usata per cerimonie di particolare rilievo. Noemi (senza mammina) pubblicizzata-statalizzata dal premier che mette la pupilla minorenne al centro del centro di un'incontro istituzionale: come fosse la moglie legittima.
Un evento ufficiale condotto come fosse privato dallo stesso premier che privatizza gli affari pubblici (riunioni di governo, le decisioni sulla Rai e quant'altro) nel suo palazzo Grazioli o alla Certosa: ormai prevalenti su palazzo Chigi. Le cronache narrano della ninfetta che si aggira ammiratissima nelle sale di villa Madama e poi va via su un'auto blu seguita da una delle mega Audi del parco-macchine di Berlusconi.
C'è di più. Il Corriere della Sera, forse per farsi condonare l'auto-silenzio sul caso Mills, trova una prova di questo passaggio di Noemi chez Berlusconi. Una foto del premier ripresa in casa di Noemi, con dedica alla mamma assente al pranzo di gala, datata 20 novembre. Ovvero il giorno dopo la grande presentazione coram populo (se non ce ne sono state di precedenti) della pupilla in sede ufficiale.
Noemi al fianco di Confalonieri. Non sa chi fosse ma Veronica sì: il suo silenzio schiaccia come un macigno le balle di Silvio
Perciò l'affaire è tutto e solo politico senza più niente di privato. Se mai c'è stato un problema di privacy, chi l'ha spazzata via con i crismi della pubblicità istituzionale è stato proprio Berlusconi. Anche in un'altra manifestazione “privata” ma solo con centinaia di presenti per un incontro successivo. Noemi a Natale era alla festa del “Milan”, al tavolo d'onore (stavolta com mammina accanto) al fianco di Fedele Confalonieri (“non sai mai chi ti mettono a fianco”, ci prende per i fondelli il simpatico presidente di Mediaset). Naturalmente in prossimità di Berlusconi e dell'allenatore Ancelotti. Il tutto documentato e visibile su You tube e sul sito del “Corriere”. Stiamo parlando di fatti avvenuti quattro mesi prima dei 18 anni di Noemi e della festa di Casoria con l'arrivo all'”ultimo momento e a sorpresa” di Berlusconi con regalo incorporato: peccato che il giorno prima il servizio di sicurezza avesse, come detto, esplorato e bonificato il ristorante. Da quanto andava avanti la storia, in attesa che si documentino altri eventi pubblici precedenti? Come poteva non venire a sapere Veronica Lario.? Ha reagito e per questo è stata linciata sull'informazione di servizio (come era avvenuto contro Fini, usando la nuova compagna, l'ex soubrette che gli ha dato un figlio dopo la sobria separazione dalla moglie Daniela) e presentata come menteccata, “velina ingrata”in stato confusionale, plagiata da un “complotto della sinistra”. Ma il suo attuale silenzio davanti all'ondata di rivelazioni è un macigno che schiaccia le balle di cui ci ha riempito e ci riempie Berlusconi. Provando a banalizzare, dando della “velina” anche a Emma Marcegaglia che l'ha mandato a quel paese: “Papilandia”, appunto.
Alle corte. C'è un clamoroso “Noemi-gate” pubblico e politico in “Papilandia” sul quale l'informazione con la museruola tace e acconsente. Non è la bulimia sessuale vera o millantata del premier a interessare, sia pure con un minimo di schifo per un 72enne che frequenta ed esibisce pubblicamente e ufficialmente una pupilla che ha 57 anni in meno. Il premier-corruttore (sentenza di primo grado), che sfugge al processo e alla condanna trincerandosi dietro il lodo Alfano, per cui è condannato solo il corrotto Mills come prima altri avvocati e compari del Cavaliere (Previti, Dell'Utri, Sciascia e Berutti), processa e insulta i suoi giudici. Ma si rifiuta di spiegare i lati oscuri e forse loschi di una vicenda che lui stesso ha voluto, in atti ufficiali e istituzionali, pubblicizzare al massimo: ben prima della sdegnata denuncia della moglie. Hanno parlato tutti. Perfino Emilio Fede ha ammesso di aver fatto un provino come “meteorina” su Rete4 alla spigliata Noemi. Berlusconi non risponde più e minaccia i giornalisti che in conferenza-stampa a palazzo Chigi gli pongono domande.
Silvio non chiarisce, processa i giudici che gli danno del corruttore per i 600 mila dollari all'avvocato inglese: “L'otto per Mills”
Può ancora sottrarsi, davanti all'enormità dei nuovi sviluppi con l'esibizione dei vizi privati contro ogni senso della virtù pubblica e dignità istituzionale? Glielo chiede anche Casini ma in un paese normale gli starebbero tutti addosso. Ricordare sempre che Bill Clinton non fu massacrato nel Monica-gate per il semi-rapporto orale con la stagista Lewinsky. Rischiò l'impeachment per averlo negato e mentito pubblicamente. Si salvò ammettendo e chiedendo scusa dappertutto. En passant, il suo giudice-mastino, implacabile e ostile visibilmente, era un avversario politico, un fondamentalista della destra repubblicana, ovvero un nemico dichiarato. Ma in nessuna occasione Clinton lo denunciò (sarebbe stato fatto a pezzi) come prevenuto perché noto avversario politico: come ha fatto Berlusconi con tutti i giudici che non lo hanno assolto e da ultimo con Valeria Gandus. “Nemico” perché in sentenza lo ha dichiarato corruttore per i 600 mila dollari dati all'avvocato inglese (“L'otto per Mills”, folgorante battuta-vignetta di Vauro), condannato a 4 anni e sei mesi.
Per festeggiare, un'altra megavilla da 5 milioni di euro a Taormina, vista con i figli: sempre tutto in famiglia
Qui siamo in “Papilandia”, Sua Emittenza fa sparire il “Noemi-gate” da ogni teleschermo, anzi può spacciarsi ed essere creduto vittima di un complotto, aumenterà i suoi voti grazie all'informazione alla canna del gas che tradisce una democrazia allo sbando. Fa bene, il Cavaliere, a festeggiare andando a Taormina per comprarsi con soli 4-5milioni di euro una villa mozzafiato di 2500 metri quadrati su un parco di diecimila, aggiungendola alla sua collezione di residenze regali, di veline e pupille minorenni o adulte. Incoraggia all'ottimismo, comprate, la crisi è solo psicologica. Lo dimostra con la solita sobrietà, raggiungendo quota trenta tra palazzi, megaville, residenze antiche e nuove in Italia e all'estero. Naturalmente per visionare la nuova residenza (vedere sul sito del “Corsera”) è andato con tre figli, assente la dispettosa, lunatica Veronica. Come sempre: Dio, patria e tutto in famiglia. O famiglie.

Nessun commento: