giovedì 6 maggio 2010

Irene Papas e la crisi greca"Ormai non credo più nella politica"

L'attrice, a Roma, segue con apprensione i drammatici eventi del suo paese. "Dopo le elezioni ci aspettavamo grandi cambiamenti. Nessuno poteva immaginare il disastro che Papandreou e il suo governo avrebbero trovato"
di MARIA PIA FUSCO

ROMA - "Quando arrivarono al potere i colonnelli ero in Italia e ci rimasi a lungo. Sono tornata in Grecia solo alla fine del regime. Oggi la situazione è molto diversa, rientrerò ad Atene al più presto", dice Irene Papas. A Roma per l'accordo con l'Istituto del Dramma Antico di Siracusa che a luglio porterà ad Atene due spettacoli e una mostra storica, l'attrice segue con apprensione i drammatici eventi nel suo paese. Classe 1926, con la sua bellezza mediterranea solo sfumata e addolcita dal tempo, la Papas ricorda "l'atmosfera di festa del periodo elettorale, la gente era tornata a partecipare alla vita politica, si aspettavano le elezioni con la speranza di grandi cambiamenti. Nessuno poteva immaginare il disastro che avrebbero trovato Papandreou e il suo governo".Anche se "ormai credo solo nelle idologie e non più nella politica", la Papas racconta con toni appassionati "la scoperta dei bilanci truccati del governo precedente, l'avidità con cui prima di lasciare il potere hanno arraffato tutto quello che potevano, persino gli arredi, i telefoni, qualunque cosa. E ora sono proprio loro che protestano contro la crisi che hanno generato".Un problema grave, secondo lei, "è che in Grecia il trenta per cento della popolazione è analfabeta, in parte è una conseguenza dei 400 anni di dominazione turca. Perciò la diffusione di un'informazione corretta e la formazione di un'opinione pubblica non distorta dagli estremismi sono molto difficili. La risorsa del turismo? Sarà grave se entrerà in crisi, anche se a me non piace "tutto" il turismo, non mi piacciono quelli che vengono nelle nostre isole e ci trattano come schiavi". Malgrado l'amarezza e "il dolore per i morti innocenti, l'attrice è ottimista: "Mi auguro che una volta approvate le misure di austerità si riesca a far comprendere la necessità dei sacrifici. Io spero in Papandreu, tutti speriamo in Papandreu. Del resto non abbiamo alternative. Non c'e nessuno, di nessuna parte politica, che oggi si darebbe da fare per prendere il suo posto".

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